Valute virtuali: controllo per evitare riciclaggio e finanziamento terrorismo

La Commissione europea dovrebbe creare una task force per regolamentare le valute virtuali come i Bitcoin e scongiurare che il loro utilizzo agevoli il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. È la proposta del Parlamento votata giovedì in una risoluzione non vincolante.

 

Nella risoluzione, redatta da Jakob von Weizsäcker (S&D, DE), si suggerisce che tale task force, che dovrebbe essere supervisionata dalla Commissione, dovrebbe avere il potere di formulare raccomandazioni per qualsiasi legislazione necessaria alla regolamentazione del settore. I deputati mettono in guardia contro un approccio troppo rigido nei confronti di questa nuova tecnologia, poiché può offrire importanti opportunità per i consumatori e per lo sviluppo economico.

“Per evitare di frenare l’innovazione, privilegiamo un monitoraggio precauzionale a una regolamentazione preventiva. Le innovazioni tecnologiche possono diffondersi molto rapidamente e diventare sistemiche. È per questo che chiediamo alla Commissione di istituire una task force che monitori attivamente l’evoluzione della tecnologia e, in caso di necessità, avanzi proposte tempestive per una regolamentazione specifica”, ha sottolineato il relatore von Weizsäcker.

La Commissione sta attualmente esaminando diverse proposte per rendere le piattaforme di cambio delle valute virtuali conformi alla direttiva europea in vigore sul riciclaggio di denaro nell’UE, che è prossima a un aggiornamento. Tra queste proposte, è prevista una misura che richiederebbe alle piattaforme di rispettare la “dovuta diligenza” quando i clienti effettuano lo scambio tra le valute virtuali e quelle reali. Con questa misura, l’anonimato che caratterizza tali scambi avrebbe fine. I regolatori temono che il sistema attuale aiuti il riciclaggio di denaro e il finanziamento delle organizzazioni terroristiche.

La proposta del Parlamento è stata approvata con 542 voti favorevoli, 51contrari e 11 astensioni e sarà ora inviata alla Commissione Europea, che dovrà esaminarla.

 

Fonte: europarl.europa.eu

3 Giugno 2016

Valute virtuali: quali sono i rischi e i vantaggi?

Il regolamento europeo relativo alle valute virtuali dovrebbe limitarsi alla prevenzione e alla lotta contro la criminalità, ha spiegato un gruppo di esperti nel corso dell’audizione di lunedì in commissione agli Affari economici. Hanno inoltre evocato i benefici e la rivoluzione che rappresentano le valute virtuali come i bitcoin. Il Parlamento sta preparando una relazione sul tema. Il voto in commissione è previsto in aprile.

 

Cos’è una cripto-valuta digitale?

Una moneta virtuale che consente di trasferire denaro senza intermediari, come una banca. L’esempio più conosciuto è il Bitcoin. Esso utilizza una tecnologia di crittografia denominata blockchain che costruisce un database condiviso e verificabile pubblicamente delle transazioni per prevenire le frodi. Questo sistema permette di costruire una certa fiducia tra venditori e acquirenti, eliminando così la necessità di un processo di verifica ulteriore.

Il relatore Jakob von Weizsäcker (S&D, Germania) ha spiegato che ci sono molti investitori che sperano che la loro applicazione farà la rivoluzione attraverso una valuta digitale. “La vera questione è se e quando ci sarà questo cambiamento, quanto governi e legislatori siano preparati per questo tipo di rivoluzione”.

Vantaggi e rischi

Molti esperti hanno spiegato che le operazioni in valute virtuali sono più economiche, più veloci, più sicure e trasparenti. Primavera De Filippi, ricercatrice presso il Centro Nazionale di Ricerca Scientifica di Parigi, ha sottolineato che la tecnologia blockchain può “essere considerata come una sorta di tecnologia regolamentare, consentendo l’applicazione delle leggi in modo più trasparente e più efficiente”. Secondo la ricercatrice, questa tecnologia permetterà di risolvere l’antico problema socratico di chi controllerà i controllori.

Le valute virtuali rappresentano anche una serie di sfide. «Il consumetore non è tutelato e ci sono anche alcuni rischi in termini di stabilità delle piattaforme, volatilità del prezzo e anche minacce digitali come il furto e l’hacking” ha affermato Olivier Salles della Commissione europea.
Il bitcoin è stato spesso associato ad attività clandestine come il riciclaggio di denaro e il commercio di beni illegali perché le operazioni possono essere effettuate in forma anonima.

“In realtà il contante può essere un mezzo molto più anonimo” ha detto Sean Ennis, economista all’OCSE. “L’origine della moneta virtuale è pubblica e permette una enorme quantità di analisi delle operazioni”. Jeremy Millar, rappresentante di Magister Advisors, ha aggiunto che “è più facile individuare i reati che hanno utilizzato i bitcoin rispetto ai contanti”. Ha aggiunto che “i bitcoin non sono gestiti da una comunità hacker, ma da grandi aziende che cercano di rispettare la normativa esistente”.
Perché è necessaria una regolamentazione europea?

La maggior parte degli esperti sono stati cauti rispetto all’idea di una legislazione europea sulle valute virtuali.

“La sfida non è rappresentata da quanto e quanto velocemente regolare, ma come monitorare correttamente questa tecnologia in rapida evoluzione” ha detto Salles spiegando ai deputati che la Commissione sta valutando è necessario regolamentare le valute virtuali in risposta agli attacchi di Parigi.

“Se siete intenzionati a proporre provvedimenti legislativi, [consiglio] di limitare questa azione all’anti-riciclaggio e alla lotta al finanziamento del terrorismo” ha aggiunto Siân Jones, co-fondatore dell’European Digital Currency and Blockchain Technology forum.

Il voto in commissione è previsto in aprile e il voto in plenaria a maggio.

 

Fonte: europarl.europa.eu

28 Gennaio 2016