Mobilità in Europa: danno o risorsa?

Circa il 3% degli europei risiede in maniera permanente in un altro Stato membro. Ma questo va a scapito dello stato sociale del paese ospitante? Il 22 ottobre gli eurodeputati hanno discusso dei vantaggi e delle sfide della libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione europea. Mentre alcuni lodano i vantaggi per chi cerca lavoro e per i paesi d’accoglienza, altri temono che la mobilità possa influenzare negativamente i sistemi nazionali di sicurezza sociale.

Nel corso del dibattito László Andor, Commissario europeo responsabile dell’occupazione e degli affari sociali, ha dichiarato che i migranti non sono un peso per lo stato sociale. Al contrario, infatti, uno studio pubblicato dalla Commissione nel mese di ottobre dimostra che è più probabile che siano dei contribuenti netti del paese d’accoglienza.

La necessità di un dibattito

Davor Ivo Stier, membro croato del Partito popolare europeo, ha fatto notare come la percentuale molto bassa di cittadini europei residenti all’estero abbia un impatto ridotto sui sistemi nazionali di welfare. Tuttavia ha sollecitato una discussione senza tabù: “Al fine di riconquistare la fiducia dei cittadini, e affrontare la crisi economica, abbiamo bisogno di avere una politica migratoria adeguata.”
Phil Bennion, liberale inglese, ha inoltre chiesto un dibattito rigoroso basato su fatti e non su false dichiarazioni: “Il principio della libera circolazione non comporta né sostenere né respingere l’immigrazione.”

Cercare un lavoro

La socialista francese Pervenche Berès ha aggiunto: “In Europa i cittadini sono preoccupati per il turismo del welfare, soprattutto in quei paesi tendenzialmente sfavorevoli all’incremento del budget europeo. Tuttavia senza i necessari investimenti nei paesi alla periferia dell’Europa molti lavoratori saranno costretti a migrare”

Secondo Marije Cornelissen, parlamentare olandese nelle fila dei Verdi, per combattere lo sfruttamento bisognerebbe creare pari opportunità di salario per gli stessi tipi di lavoro in tutta Europa.

Bulgaria e Romania

Alla fine del 2013 bulgari e rumeni potranno anche loro godere della libertà di circolazione in tutto il territorio dell’UE. “Noi non siamo contro i cittadini dell’Europa dell’est, ma pensiamo che sia un nostro diritto decidere chi entra nel nostro paese”, ha sottolineato Nigel Farage eurodeputato inglese del gruppo Europa della libertà e della democrazia.

 

http://www.europarl.europa.eu

 

UE: italiani europeisti, ma vogliono una mano con la ripresa

Gli italiani credono nell’Europa più degli europei presi nel loro insieme, ma vorrebbero che fosse più d’aiuto per agganciare la ripresa: sono convinti che l’Ue risolva i problemi meglio di un singolo Stato nazionale, che l’euro sia stato cruciale per attenuare gli effetti negativi della crisi, e sebbene non abbiano idea se il bilancio Ue sia troppo alto o troppo basso, lo vorrebbero vedere impiegato per stimolare crescita economica e ricerca scientifica, a differenza del resto d’Europa che vorrebbe migliorare sistemi sociali, istruzione e sanità pubblica.
Secondo l’ultimo Eurobarometro sulla situazione economica e sociale, commissionato dal Parlamento europeo, il 53% del campione di italiani intervistati (1.019) ritiene che misure anti-crisi coordinate tra i 28 Stati membri siano più efficaci di quelle individuali, e solo il 37% è convinto del contrario. A sentire gli europei la proporzione cambia: il 50% degli intervistati crede nel coordinamento di misure, il 41% crede in quelle singole. Peggiora il divario italiani-europei se si guarda alla fiducia nell’euro: ‘Ha mitigato gli effetti della crisi?’, chiede l’Eurobarometro. Per la maggioranza di italiani (49%) sì, per un’altra buona parte (42%) no. Totalmente scettici gli europei: il 51% ritiene che non sia servito a nulla, e solo per il 38% ha invece aiutato.
Sia italiani che europei ritengono poi che le priorità dell’Ue dovrebbero essere combattere disoccupazione e stimolare la crescita, ma mentre la maggioranza di italiani vorrebbe vedere il budget Ue dedicato alla crescita (58%) e alla ricerca scientifica (36%), il resto d’Europa lo vuole più sui sistemi sociali (50%), istruzione e formazione (43%) e sanità pubblica (41%). Tutti settori che agli italiani interessano molto meno.

Ansa.it

Accordo di libero scambio tra Ue e Canada, il primo con un Paese del G8

BRUXELLES – Dopo quattro anni di trattative, l’Unione europea ha raggiunto oggi “una intesa di principio” su un accordo di libero scambio con il Canada. L’entrata in vigore del trattato internazionale richiederà per parte europea l’approvazione del Parlamento e dei 28 paesi membri dell’Unione. Si tratta del primo accordo di libero scambio con un Paese del G-8. Giunge mentre la Commissione europea sta negoziando intese simili con gli Stati Uniti e il Giappone.

Il pacchetto commerciale prevede che al momento dell’entrata in vigore vengano aboliti circa il 98% dei dazi oggi esistenti tra le due aree economiche. Tra le altre cose, l’accordo permetterà ai produttori canadesi di carne di avere accesso al mercato europeo, e viceversa agli agricoltori europei di vendere latticini sul mercato nordamericano. Secondo uno studio del 2008, messo a punto dalle due controparti, a guadagnare di più dall’intesa potrebbe essere il Canada.

L’intesa dovrebbe consentire all’Unione di aumentare il proprio prodotto interno lordo annuo dello 0,08%, mentre l’incremento del Pil canadese sarebbe dello 0,77%. Nel 2011, l’interscambio tra le due aree economiche è stato di 84 miliardi di euro. Da segnalare che l’accordo contiene misure relative agli investimenti, alla proprietà intellettuale, agli appalti pubblici. Secondo una dichiarazione di Ottawa, l’accordo garantirà «una maggiore certezza, stabilità, trasparenza e protezione dell’investimento».

“Il sole 24 ore”  18 Ottobre 2013

 

Sorveglianza delle frontiere UE: i deputati approvano le regole di funzionamento di Eurosur

Grazie al sistema di sorveglianza delle frontiere “Eurosur”, le cui regole di funzionamento sono state approvate dal Parlamento giovedì, gli Stati membri dell’UE saranno meglio attrezzati per prevenire, individuare e combattere l’immigrazione clandestina, ma anche per salvare le vite dei migranti. Eurosur consentirà infatti agli Stati membri di condividere immagini e dati in tempo reale sugli sviluppi alle frontiere esterne dell’UE.

La rete di comunicazione Eurosur è progettata per migliorare l’individuazione, la prevenzione e la lotta contro l’immigrazione clandestina e la criminalità transfrontaliera. I deputati hanno sottolineato che tale rete deve essere utilizzata anche per salvare la vita dei migranti.

“Solo con un sistema pan-europeo di sorveglianza delle frontiere, siamo in grado di evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero per i rifugiati che cercano di attraversarlo su carrette del mare, in cerca di una vita migliore in Europa. Per evitare che una tragedia come quella di Lampedusa accada di nuovo, è necessario un rapido intervento”, ha dichiarato il relatore Jan Mulder (ALDE, NL) nel dibattito in plenaria di mercoledì.

I paesi UE che utilizzano Eurosur si impegnano a rispettare i diritti umani, tra i quali il divieto di respingimento, che vieta il rimpatrio di persone minacciate di vita o private della libertà.

Gli utenti di Eurosur dovranno inoltre proteggere i diritti fondamentali dell’Unione europea, tra i quali la protezione dei dati personali. Qualsiasi scambio di dati personali tra gli Stati membri dell’Unione europea o con paesi terzi tramite Eurosur deve rimanere un’eccezione e rispettare la legislazione sulla protezione dei dati.

Inoltre, gli Stati membri non devono utilizzare Eurosur per inviare a paesi terzi qualsiasi informazione che potrebbero essere utilizzata per identificare una persona che ha richiesto la protezione internazionale o la cui vita o l’integrità fisica potrebbe essere a rischio.

Nota di background

Eurosur si propone di migliorare la gestione delle frontiere terrestri e marittime dell’Unione europea, intensificando lo scambio d’informazioni tra i paesi europei e con l’agenzia europea per la gestione delle frontiere Frontex. Il sistema dovrebbe consentire la condivisione dei dati e d’intelligence di varie autorità in tempo reale ma anche gli strumenti di sorveglianza, come satelliti o sistemi di notifica delle navi, tramite una rete di comunicazione protetta.

Secondo i dati Frontex, più di 72.000 persone hanno attraversato le frontiere esterne dell’UE illegalmente nel 2012, circa la metà del numero nel 2011.

Prossimi passi

Le norme di funzionamento di Eurosur sono state concordate con i governi nazionali. Bulgaria, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia inizieranno a utilizzare Eurosur il 2 dicembre 2013. Gli altri Stati membri seguiranno l’esempio il 1° dicembre 2014.

La relazione è stata approvata con 479 voti favorevoli, 101 contrari e 20 astensioni.

http://www.europarl.europa.eu/

 

 

“Lampedusa, Ue annuncia un piano: sicurezza e salvataggio nel Mediterraneo”

LUSSEMBURGO – La Commissione europea ha annunciato di voler organizzare un’operazione di ampia portata nel Mediterraneo per prevenire il ripetersi di tragedie come quelle di Lampedusa del 2 ottobre. “Proporrò agli Stati membri di organizzare una grande operazione di sicurezza e di salvataggio nel Mediterraneo, da Cipro fino alla Spagna”, ha detto il commissario europeo degli Interni, Cecilia Malmström, arrivando a Lussemburgo, dove nel pomeriggio parteciperà alla riunione del consiglio dei ministri Ue degli Affari interni. “Chiederò al più presto le risorse necessarie per salvare il maggior numero di vite possibili”, ha spiegato Malmström, aggiungendo che l’operazione sarà guidata da Frontex, l’agenzia di sorveglianza delle frontiere europee. Un intervento che il vice premier Angelino Alfano ha definito “un bel segnale”. “L’Ue si deve impegnare di più nel salvataggio di vite umane. Noi siamo in mezzo al Mediterraneo, abbiamo salvato migliaia e migliaia di persone, adesso chiediamo che l’Ue dia una mano col rafforzamento del controllo delle frontiere”, ha affermato Alfano arrivando al consiglio Ue. “Serve un piano concreto” per aiutare “l’Italia nella dislocazione dei migranti dopo il loro salvataggio”. Poi ha chiarito che la legge Bossi-Fini “non fa parte del dibattito della riunione di oggi” e ha replicato a quanti criticano la normativa dicendo che non bisogna “indebolire il fronte nazionale dividendoci in polemiche interne”.

Le norme nazionali. Un punto sul quale è intervenuto anche il portavoce del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. “Le leggi sull’immigrazione, come quella italiana che prevede il reato di clandestinità – ha detto – sono di competenza nazionale” e la Commissione Ue non può intervenire, ma sulla questione degli sbarchi “l’Europa deve fare qualcosa, assicurandosi che i Paesi sotto pressione ricevano la solidarietà di tutta la Ue”.

La visita di Barroso. Domani il commissario Malmström e Barroso saranno a Lampedusa, insieme al presidente del consiglio, Enrico Letta, e ad Alfano. Una visita che lascia qualche dubbio al sindaco dell’isola, Giusi Nicolini: “Se devono venire a Lampedusa solo per fare le condoglianze possono mandare una mail, qui servono impegni concreti”.

Il nodo del diritto d’asilo. Oggi il capogruppo democratico alla Camera, Roberto Speranza, ha fatto sapere che il Pd chiederà la procedura d’urgenza per la calendarizzazione in Aula della sua proposta di legge che attua il diritto d’asilo come previsto dall’articolo 10 della Costituzione.

Sul tema ieri era intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ripetendo che il nodo è proprio l’asilo politico, che è cosa diversa dall’immigrazione, perché l’Italia è al centro “di una vera e propria ondata di profughi che non sono migranti, legali o illegali, sono un’altra cosa”.

Kyenge: “Presenza più forte dell’Europa”. Questa mattina, in un’intervista a Radio 1, il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge ha sollecitato “una presenza più forte dell’Europa”. “La nostra voce è unanime, per far capire che le nostre frontiere sono anche le frontiere dell’Europa e le persone che arrivano non arrivano in Italia ma nella comunità europea”, ha detto.

La Repubblica, 8 ottobre 2013

Assemblea Annuale dei soci 2013

Domani alle 14.00 si terrà l’Assemblea Annuale dei soci del PEG 2013!

Circa 100 ragazzi da tutta Italia arriveranno a Bologna con ogni mezzo (treno, aereo, macchina o traghetto) per riunirsi in Assemblea ordinaria, approvare i bilanci, conoscere i nuovi arrivati e rincontrare vecchie conoscenze, discutere degli eventi 2013/14, parlare di opportunità all’estero, fundraising, organizzazione eventi, e molto altro ancora!

Inoltre, durante l’Assemblea, avverranno le consultazioni che porteranno alla nomina dei due nuovi Consiglieri direttivi.

Trovate la convocazione dell’Assemblea, con l’ordine del giorno qui: CAS 2013-08-25

 

Conclusione dell’Assemblea Ordinaria PEG e elezioni nuovo Consiglio Direttivo

Il 29 settembre si è svolta presso la Chiesa di San Nicolao diLucca l’Assemblea Ordinaria Annuale del Parlamento Europeo Giovani, alla quale hanno preso parte oltre 90 ragazzi provenienti da tutta Italia.

Nella giornata di sabato 29 si tenuta l’Assemblea, il cui ordine del giorno prevedeva la discussione dei seguenti punti:
–    bilanci consuntivo e preventivo;
–    attività dell’Associazione svoltesi nell’anno di esercizio 2011-2012;
–    presentazione delle attività proposte per l’esercizio 2012-2013
–    presentazione dei dieci candidati a membro del Consiglio Direttivo.

A seguito delle elezioni sono risultati eletti i candidati (in ordine alfabetico):
–    Camille Dugay Comencini;
–    Robin Roy Fonda;
–    Giulia Pace;
–    Simone Passeri;
–    Lorenzo Parrulli;
–    Elena Rovai;
–    Tommaso Sonno;
–    Andrea Stagni;
–    Sonia Trabelsi.

I membri eletti del nuovo Consiglio Direttivo si sono riuniti con quelli del CD uscente per assegnare le quattro cariche principali del nuovo direttivo:
Presidente – Andrea Stagni;
Vice-presidente – Tommaso Sonno;
Tesoriere – Elena Rovai;
Segretario – Robin Roy Fonda.

 

 

Il verbale dell’Assemblea Ordinaria Annuale 2012 è disponibile cliccando sull’apposito collegamento ipertestuale.

 

Ringraziamo tutti i presenti all’Assemblea per la loro partecipazione attiva ed entusiasta.

Pubblicazione delle candidature per il nuovo Consiglio Direttivo

l pomeriggio di sabato 29 settembre, in occasione dell’Assemblea Ordinaria Annuale PEG 2012, si svolgeranno leelezioni del nuovo Consiglio Direttivo (CD) dell’Associazione, che rimarrà in carica da settembre 2012 a settembre 2014.

Le candidature pervenute sono state pubblicate sul nostro sito in un’apposita pagina, alla quale è possibile consultare e scaricare i moduli di presentazione dei vari candidati. Nel caso in cui si volesse avanzare qualche domanda per i candidati, sarà possibile porle via mailing list del PEG, qualora vi si fosse iscritti. In sede di Assemblea sarà comunque prevista la possibilità di intervistare a turno i candidati, prima delle elezioni.

Ricordiamo che tutti i membri che saranno presenti all’Assemblea hanno il diritto di voto e che ogni elettore può esprimere un massimo di 5 preferenze. Per chi non riuscisse a prendere parte all’Assemblea è possibile delegare la propria votazione scrivendo a peg@eypitaly.orgentro il 26 settembre, indicando il nome della persona delegata. Per avere il diritto a votare, anche senza partecipare all’assemblea, è comunque necessario versare la quota associativa al PEG (20,00€ / persona), il cui pagamento può anch’esso essere delegato ad un altro partecipante all’Assemblea.