Approvato il bilancio UE 2017: più sostegno per giovani e iniziative per la crescita

Nel bilancio per il prossimo anno, i deputati hanno ottenuto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e ulteriori fondi per incrementare le iniziative più importanti in favore delle PMI, i progetti per le infrastrutture di trasporto, la ricerca e la mobilità degli studenti con Erasmus+. Gli importi totali degli stanziamenti d’impegno nel bilancio 2017 ammontano a 157,86 miliardi di euro e 134,49 miliardi in stanziamenti di pagamento.

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ln seguito all’approvazione formale del Consiglio dell’accordo in conciliazione con il Parlamento sul bilancio 2017, siglato il 28 novembre, il Parlamento ha approvato il bilancio con 438 voti in favore, 194 voti contrari e 7 astensioni. Successivamente è stato firmato dal Presidente Martin Schulz, rendendolo esecutivo.
“Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Il bilancio 2017 si concentra chiaramente sulle nostre priorità: stimolare la crescita, creare posti di lavoro – soprattutto per i giovani – e affrontare la crisi migratoria. Gli ulteriore 500 milioni di euro che siamo riusciti a ottenere per l’iniziativa per occupazione giovanile rappresentano un chiaro segnale all’UE ad agire. Abbiamo anche fatto il possibile per affrontare le cause profonde della migrazione”, ha dichiarato il relatore per la sezione Commissione, Jens Geier (S&D, DE).
“E’ davvero deplorevole che la Commissione abbia ignorato la lettura del Parlamento e non sia riuscita ad aggiungere il punto che chiedeva di accantonare una parte dei compensi per gli ex commissari per poi liberarli a condizione che il codice di condotta fosse reso più rigoroso. Questa richiesta era stata approvata dal Parlamento a larga maggioranza e mirava a migliorare il comportamento dei commissari e, di conseguenza, l’immagine pubblica delle Istituzioni nel loro complesso”, ha dichiarato il relatore per le altre sezioni, Indrek Tarand (Verdi/ALE, EE).
“La proposta – che il Presidente Juncker ha recentemente inviato al Presidente Schulz per migliorare il codice di condotta – di prolungare il periodo di riflessione a due anni è un passo nella giusta direzione, ma non è sufficiente, poiché gli ex commissari ricevono la loro indennità transitoria per ben tre anni”, ha aggiunto.
Giovani, crescita e lavoro
Il Parlamento ha aggiunto ulteriori 500 milioni di euro al bilancio per l’iniziativa in favore dell’occupazione giovanile (YEI). Ulteriori 200 milioni di euro incrementeranno i progetti per crescita e occupazione, quali COSME (competitività delle piccole e medie imprese), il meccanismo per collegare l’Europa (CEF, finanziamento di progetti infrastrutturali), Orizzonte 2020 (progetti di ricerca) ed Erasmus+ (mobilità degli studenti).
Rifugiati e crisi migratoria
I deputati hanno inoltre previsto ulteriori 728 milioni di euro per un pacchetto volto principalmente a incrementare i fondi per la migrazione, inclusi 28 milioni di euro aggiuntivi per il sostegno a UNRWA per i rifugiati palestinesi (totale 310 milioni di euro) e 3 milioni in più per sostenere i colloqui di pace a Cipro (totale 34,8 milioni di euro).
Revisione del bilancio a lungo termine
Nel dibattito sulla revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE (quadro finanziario pluriennale 2014-2020), Ivan Korčok, per la Presidenza del Consiglio slovacca, ha promesso un pacchetto di revisione che permetta “di mobilitare oltre 6 miliardi di euro da destinare alle priorità più importanti fino alla fine di questa prospettiva finanziaria”, oltre a rendere il bilancio più flessibile.
I co-relatori del Parlamento Jan Olbrycht (PPE, PL) e Isabelle Thomas (S&D, FR) hanno accolto con favore gli sforzi del Consiglio, ma hanno ricordato che la proposta è ancora in discussione fra i governi nazionali. “Il lavoro è ancora in corso, non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo”, ha detto Olbrycht.

 

Procedura: bilancio

RIF. : 20161129IPR53614

 

 

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Status di economia di mercato per la Cina: difendere l’industria europea e l’occupazione

Nella risoluzione non legislativa approvata giovedì, i deputati affermano che fintanto che la Cina non avrà soddisfatto i cinque criteri stabiliti dall’UE per definire le economie di mercato, le sue esportazioni verso l’UE devono essere trattate con una metodologia “non standard”, che serve a determinare se in Cina i prezzi delle esportazioni sono prezzi di mercato o oggetto di sovvenzioni, al fine di assicurare la parità di condizioni per l’industria UE e difendere l’occupazione.

 

Tuttavia, l’UE deve trovare il modo per fare tutto ciò in conformità con i suoi obblighi internazionali nell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), in particolare il protocollo OMC di adesione della Cina, che prevede cambiamenti nel modo in cui la Cina dovrà essere considerata dopo l’11 dicembre 2016. Nella risoluzione adottata con 546 voti favorevoli, 28 voti contrari e 77 astensioni, i deputati invitano la Commissione europea a presentare una proposta che trovi un equilibrio tra queste esigenze.

 

Impatto cinese sull’industria europea

 

I deputati esortano la Commissione a tener conto dei timori espressi dall’industria europea, dai sindacati e da altri soggetti interessati, circa le possibili conseguenze per l’occupazione, l’ambiente e la crescita economica nell’UE. La sovraccapacità produttiva della Cina e le conseguenti esportazioni a prezzi ridotti stanno già avendo “pesanti conseguenze sociali, economiche e ambientali nell’UE”, specialmente per quanto riguarda il settore siderurgico dell’UE.

 

I deputati sottolineano che 56 delle attuali 73 misure comunitarie antidumping in vigore si applicano alle importazioni dalla Cina.

 

La Cina un partner importante

 

I deputati ciononostante evidenziano “l’importanza del partenariato tra l’UE e la Cina”. La Cina è il secondo partner commerciale dell’UE e, con un interscambio commercial giornaliero di ben oltre 1 miliardo di euro, il mercato cinese “è stato il principale motore di redditività per una serie di industrie e marchi dell’UE”.

 

I deputati “si oppongono a qualsiasi concessione unilaterale alla Cina dello status di economia di mercato” e chiedono di coordinarsi con gli altri principali partner commerciali per giungere a un’interpretazione congiunta del diritto dell’OMC. Invitano la Commissione a utilizzare i prossimi vertici del G7 e del G20, nonché il vertice UE-Cina, per trovare una risposta compatibile con l’OMC.

 

Riformare la normativa UE antidumping

 

I deputati sottolineano la “necessità imminente” di una riforma generale degli strumenti di difesa commerciale dell’UE e invitano il Consiglio a sboccare una serie di proposte per modernizzarli, come già richiesto dal Parlamento nel 2014.

 

Prossime tappe

 

In un recente dibattito in plenaria su come trattare con le importazioni cinesi dopo l’11 dicembre 2016, il commissario europeo Vytenis Andriukaitis ha detto ai deputati che la Commissione sta lavorando a una nuova serie di normative che includeranno -nel rispetto delle norme dell’OMC – un sistema di difesa commerciale forte e che se ne sarebbe discusso “prima della pausa estiva”.

 

Se la Commissione europea dovesse proporre il riconoscimento della Cina come economia di mercato nel diritto comunitario, il Parlamento avrebbe il diritto di co-decisione con il Consiglio.

 

15 maggio 2016

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EURES: combattere la disoccupazione attraverso la mobilità professionale

In Europa, mentre in alcuni stati i tassi di disoccupazione sono molto elevati, in altri le opportunità professionali non mancano, eppure la mobilità professionale all’interno dell’Unione europea è relativamente bassa. Martedì 23 giugno la commissione per l’Occupazione voterà il progetto di relazione sulla proposta di regolamento relativo a una rete europea di servizi per l’impiego (EURES), all’accesso dei lavoratori ai servizi di mobilità e ad una maggiore integrazione dei mercati del lavoro.

 

La mobilità interna all’Unione europea è relativamente bassa:

  • Mobilità annua all’interno dell’UE a 27 stati: 0.29%. Mentre, in Australia: 1,5% (tra 8 stati); negli Stati Uniti: 2,4% (tra 50 stati) (Fonte: OCSE, marzo 2012).
  • Solamente 7,4 milioni (3,1%) di lavoratori europei su un totale di circa 241 milioni sono professionalmente attivi in un altro Stato membro.

Quali sono le ragioni di questa assenza di mobilità? Una scarsa conoscenza delle lingue e la difficoltà a trovare un lavoro.

L’obiettivo del nuovo regolamento è quello di migliorare la rete EURES:

  • Una più grande scelta di offerte di lavoro a livello europeo;
  • Un migliore abbinamento tra offerte di lavoro e curriculum;
  • Uno scambio più completo e aggiornato tra Stati membri per quanto riguarda le carenze e le eccedenze di manodopera;
  • L’inserimento di stage e tirocini nelle offerte di lavoro.

EURES è stato istituito nel 1993 ed è una rete di cooperazione coordinata dalla Commissione che mira a facilitare la libera circolazione dei lavoratori all’interno dello Spazio economico europeo (Svizzera compresa). I suoi obiettivi principali sono quelli di informare e consigliare i lavoratori sulle opportunità di lavoro in altri Stati membri e aiutare i datori di lavoro che intendono assumere dei lavoratori in altri paesi dell’UE.

Così si è espresso sulla riforma il relatore del Parlamento, l’europarlamentare tedesco del centro-destra Heinz K. Becker: “Il successo di EURES dipenderà dall’integrazione nella rete di servizi di collocamento efficaci sia pubblici che privati in tutti gli Stati membri. Inoltre un’intensiva e mirata comunicazione degli Stati membri e della Commissione verso i cittadini europei garantirà una maggiore visibilità della rete. In questo senso gli Stati membri hanno una responsabilità particolare.”

Infatti la politica del mercato del lavoro e tutte le misure di sostegno ad essa legate restano una competenza degli Stati membri.

 

22 Giugno 2015

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Gli Stati membri stanno aiutando le multinazionali a pagare meno tasse?


Sorseggiando un latte Starbucks o mentre usi l’iPhone, le tasse potrebbero sembrare un mondo lontano. Non è così. Starbucks e Apple sono due società che guadagnano grandi somme di denaro. Ma le multinazionali come queste pagano la giusta quota di tasse? La Commissione europea non ne è sicura e ha aperto un’inchiesta sugli Stati membri che potrebbero avere un trattamento fiscale di favore. Il 12 febbraio, il PE ha istituito una commissione speciale sugli accordi fiscali.

 

Cosa è un accordo fiscale?

Si tratta di un documento rilasciato da un’autorità fiscale, che stabilisce in anticipo come sarà calcolato il fisco di una società e quali saranno le disposizioni fiscali; sono legali e non c’è una volontà politica per mettere fine a questa pratica.

 

Il ruolo del Parlamento

La commissione speciale sugli accordi fiscali è composta da 45 deputati è in fase di realizzazione a seguito di una serie di indagini avviate dalla Commissione europea sulle decisioni fiscali per le imprese multinazionali in Lussemburgo (Fiat, Amazon), Irlanda (Apple), Belgio e Paesi Bassi (Starbucks).

Il 17 dicembre 2014 la Commissione ha ampliato l’inchiesta agli accordi fiscali di tutti gli Stati membri, dichiarando che “un certo numero di Stati membri consentirebbero alle multinazionali di sfruttare i loro sistemi fiscali e quindi a ridurre le tasse”.

 

Qual è il problema?

La Commissione è preoccupata che in alcuni Stati membri queste pratiche siano utilizzate per alleviare l’onere fiscale di alcune società, permettendo loro di pagare meno tasse e dando loro un vantaggio in termini di competitività.

Se le aziende così “aiutate” sono per esempio solo le multinazionali, ma non le imprese nazionali, questa pratica potrebbe costituire un aiuto da parte dello Stato che è illegale.

 

Perché è importante?

I cittadini hanno dovuto stringere la cinghia a più riprese facendo i conti con dei servizi sociali a cui sono stati tolti i fondi pubblici… In questo contesto è particolarmente importante che le grandi aziende paghino la loro giusta quota di tasse.

La Commissione afferma che fino a 1.000 miliardi di euro di tasse all’anno vengono persi a causa dell’evasione e dell’elusione fiscale.

 

24 Febbraio 2015

 

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Anno europeo per lo Sviluppo 2015: quanto investe l’UE?

L’Unione europea e i suoi Stati membri sono il più grande donatore di aiuti al mondo. Nel 2013 hanno fornito più della metà degli aiuti pubblici (56,5 miliardi) per la lotta contro la povertà nel mondo. Nel dicembre 2013 il Parlamento europeo ha approvato oltre 51.,4 miliardi per l’azione esterna dell’Unione europea per il periodo 2014-2020.

 

L’Unione europea ha dedicato il 2015 alla cooperazione, allo sviluppo e agli aiuti per sottolineare l’importanza della politica di sviluppo internazionale e il ruolo chiave svolto dalla UE e gli Stati membri.
Nel 2013, ultimo anno di cui si dispongono i dati completi, l’UE ha continuato il suo sostegno politico e finanziario per lo sviluppo in tutto il mondo. Ha contribuito con 14,8 miliardi, circa il 9% del bilancio complessivo dell’Unione europea, per l’assistenza allo sviluppo esterno, concentrandosi su come aiutare i paesi e le persone più bisognose.
Il costo per gli aiuti europei di ogni cittadino europeo corrisponde a non più di 8 centesimi al giorno.

 

Clicca qui per altre notizie dal Parlamento europeo

 

L’importo totale destinato agli aiuti allo sviluppo è di 51,419 miliardi di euro nel corso 2014-2020. Gli aiuti comunitari allo sviluppo sono destinati a circa 150 paesi nel mondo, dall’Afghanistan allo Zimbabwe. Tuttavia, negli ultimi anni, molti paesi in via di sviluppo hanno registrato una forte crescita economica e sono riusciti a ridurre la povertà.

 

Circa il 75% del sostegno dell’UE andrà ai paesi più poveri come ad esempio quelli dell’Africa sub-sahariana. Leggi qui per conoscere i dati precisi.

 

10 Gennaio 2015

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Schulz: “Investire significa costruire ponti verso un futuro di successo”

Martin Schulz ha invitato i capi di governo a sostenere il piano di investimenti di 315 miliardi di euro per l’UE, contribuendo così a rimarginare il divario con gli Stati Uniti e la Cina. Parlando in apertura del vertice UE a Bruxelles, il Presidente del Parlamento europeo ha dichiarato: “Il piano di investimenti è un segnale forte del nostro impegno a favore di un nuovo cammino per l’Europa verso la crescita e l’occupazione”.

 

Il piano di investimenti per aumentare la crescita, l’occupazione e la competitività è stato lanciato dal Parlamento europeo il 26 novembre. Schulz ha sottolineato che gli investimenti sono scesi di circa 430 miliardi di euro rispetto al 2007 e che l’Europa è in ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Cina che “ci superano in quanto a spesa, per superarci domani in competitività”.

Il presidente ha dichiarato che gli investimenti sono necessari per la creazione di lavoro. Se vogliamo che l’Europa sia un leader economico in futuro dobbiamo iniziare a investire ora sui 25 milioni di disoccupati: “Perché investire significa costruire ponti per un futuro di successo”.

Schulz ha inoltre accolto con favore la proposta della Commissione europea per istituire la totale trasparenza sugli accordi fiscali preventivi. Allo stesso tempo, il Parlamento sta lavorando su una relazione per migliorare la trasparenza in materia di tassazione delle imprese. “Le pratiche di trasferimento degli utili e gli accordi fiscali preventivi possono essere legali, ma non sono moralmente accettabili.” Schulz ha anche chiesto che la tassa sulle transazioni finanziarie venga attuata a breve per dare “un segnale forte che l’Europa è costruita sul principio di equità”.

Il Presidente del Parlamento europeo ha anche detto che l’Unione europea ha rischiato un deficit strutturale a causa del crescente divario tra impegni presi e gli stanziamenti di pagamento che sono effettivamente disponibili: “Da un lato sono commissionati programmi e dall’altro il denaro previsto per gli stessi programmi viene tolto! Non si può più andare avanti così”.
Riferendosi alla crisi in Ucraina, ha invitato a tenere la porta aperta ad un dialogo costruttivo con la Russia ricordando che è necessaria una riflessione sulla strategia del partenariato orientale per renderlo più differenziato, flessibile ed efficace.

 

22 Dicembre 2014

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35,5 milioni di euro per lavoratori licenziati in Italia, Francia, Polonia e Grecia

Circa 6000 lavoratori europei licenziati da Air France, Fiat Auto Polonia, Whirlpool e dal rivenditore greco Odyssefs Fokas riceveranno fondi europei per 35,5 milioni di euro per facilitare la ricerca o la creazione di nuovi posti di lavoro in seguito al voto favorevole del Parlamento di martedì. Le richieste di sostegno al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) dovrebbero essere definitivamente approvate dal Consiglio nella giornata di oggi.

 

Paese Azienda Numero di licenziamenti Totale aiuti FEG (€) Settore Relatore
Francia Air France 3.886 25.937.813 Trasporto aereo Marco Zanni

(EFDD, IT)

Grecia Odyssefs Fokas 600 6.444.000 Commercio al dettaglio Monica Vana

(Verdi/ALE, AT)

Italia Whirlpool, 5 fornitori e produttori a valle 608 1.890.000 Elettrodomestici Danielle Viotti

(S&D, IT)

Polonia Fiat, 21 fornitori e produttori a valle 777 1.259.610 Automobilistico Jan Olbrycht

(PPE, PL)

 

Whirlpool: 1,89 milioni di euro per 608 lavoratori

 

Il calo della domanda di elettrodomestici, generato dalla crisi che ha colpito i consumatori, ha portato al licenziamento di 608 lavoratori della Whirlpool Europe S.r.l e dei suoi fornitori locali nella provincia di Trento. I licenziamenti hanno aggravato ancora di più la disoccupazione in una regione dove il numero delle persone senza lavoro è raddoppiato dall’inizio della crisi, arrivando al 6,1 % nel 2013. La domanda è stata approvata con 604 voti favorevoli, 82 contrari e 15 astensioni.

 

Le autorità italiane useranno 1,89 milioni di euro del FEG per aiutare i lavoratori licenziati a trovare un’occupazione. Questa è la terza domanda al FEG per il settore italiano della produzione di apparecchiature elettriche. Fra il 2007 e il 2011, L’Italia ha presentato 12 richieste al FEG, 7 delle quali nel 2011.

 

Air France: 25 milioni di euro per 3.886 lavoratori

 

La compagnia aerea di bandiera francese ha richiesto sostegno dopo aver licenziato 3.886 dipendenti a causa della competizione aggressiva – soprattutto da parte di tre linee aeree nel Golfo Persico – e all’aumento dei costi del carburante. L’impatto di tali esuberi è aggravato dalla chiusura di un’azienda Peugeot nell’Ile-de-France, la stessa regione dove si trova Air France.
I 25.937,813 milioni di euro di aiuti del FEG – molti dei quali andranno a rimborsare le autorità francesi per i piani già finanziati per reintegrare i lavoratori licenziati nel posto di lavoro – rappresentano la più alta somma di denaro mai pagata finora dal fondo. Il testo è stato approvato con 525 voti favorevoli, 88 contrari e 87 astensioni.

 

Fiat Auto Polonia: 1,26 milioni di euro per 777 lavoratori
Un migliaio di lavoratori sono stati licenziati nello stabilimento Fiat a Tychy, nel sud della Polonia, a causa della perdita di quote di mercato in Europa nella produzione di autovetture. Tra il 2011 e il 2012 la produzione a Tychy è scesa di almeno un terzo, colpendo sia lo stabilimento sia i suoi fornitori, in una regione dove la disoccupazione è in costante crescita dal 2011.
Questa è la ventiduesima richiesta polacca di assistenza nel settore automobilistico. Il sostegno di 1,26 milioni di euro da parte del FEG contribuirà a coprire i costi per i vari corsi di formazione per aiutare i 777 lavoratori a reinserirsi nel mercato del lavoro. La domanda è stata approvata con 603 voti favorevoli, 81 contrari e 17 astensioni.
Tappe successive
L’approvazione definitiva da parte del Consiglio è prevista per 17 dicembre.

 

Contesto

 

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è stato istituito per fornire un sostegno aggiuntivo ai lavoratori licenziati per ragioni di esubero a seguito di trasformazioni rilevanti nella struttura del commercio mondiale, dovute alla globalizzazione o alla crisi finanziaria, e per aiutarli a trovare un nuovo impiego. Per il periodo 2014-2020 il massimale annuo del fondo è di 150 milioni di euro.

 

Ai lavoratori licenziati sono offerti strumenti come il supporto per la creazione di imprese, assistenza nella ricerca del lavoro, orientamento professionale e vari tipi di percorsi di formazione. In molti casi le autorità nazionali hanno già iniziato ad adottare alcune di queste misure che saranno rimborsate dall’UE una volta che le loro richieste sono definitivamente approvate.

Hashtag: #EGF #France #Italy #Greece #Poland #fokas #whrilpool #fiat #airfrance

 

16 Dicembre 2014

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Sostegno UE per la ricerca dell’impiego ai lavoratori licenziati in Francia, Italia e Polonia

La commissione per i bilanci ha chiesto giovedì che gli oltre 5.000 lavoratori licenziati per esubero in Francia, Italia e Polonia dovrebbero ricevere aiuti europei pari a 29 milioni di euro per aiutarli a cercare nuovi posti di lavoro. Il sostegno del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) deve ancora essere approvato dal Parlamento nel suo insieme e dal Consiglio dei ministri.

 

Air France: 25 milioni di euro per 3.886 lavoratori

 

La compagnia di bandiera francese ha richiesto sostegno dopo aver licenziato 3.886 dipendenti a causa della competizione aggressiva – soprattutto da parte di tre linee aeree nel Golfo Persico – e all’aumento dei costi del carburante. L’impatto di tali esuberi è aggravato dalla chiusura di un’azienda Peugeot nell’Ile-de-France, la stessa regione dove si trova Air France.

 

I 25.937,813 milioni di euro di aiuti del FEG – molti dei quali andranno a rimborsare le autorità francesi per i piani già finanziati per reintegrare i lavoratori licenziati nel posto di lavoro – rappresentano la più alta somma di denaro mai pagata finora dal fondo.

 

Whirlpool: 1,89 milioni di euro per 608 lavoratori

 

Il calo della domanda di elettrodomestici, generato dalla crisi che ha colpito i consumatori, ha portato al licenziamento di 608 lavoratori della Whirlpool Europe S.r.l e dei suoi fornitori locali nella provincia di Trento. I licenziamenti hanno aggravato ancora di più la disoccupazione in una regione dove il numero delle persone senza lavoro è raddoppiato dall’inizio della crisi, arrivando al 6,1 % nel 2013.

 

Le autorità italiane useranno 1,89 milioni di euro del FEG per aiutare i lavoratori licenziati a trovare un’occupazione. Questa è la terza domanda al FEG per il settore italiano della produzione di apparecchiature elettriche.

 

Fiat Auto Polonia: 1,26 milioni di euro per 777 lavoratori

 

Un migliaio di lavoratori sono stati licenziati nello stabilimento Fiat a Tychy, nel sud della Polonia, a causa della perdita di quote di mercato in Europa nella produzione di autovetture. Tra il 2011 e il 2012 la produzione a Tychy è scesa di almeno un terzo, colpendo sia lo stabilimento sia i suoi fornitori, in una regione dove la disoccupazione è in costante crescita dal 2011.

 

Questa è la ventiduesima richiesta polacca di assistenza nel settore automobilistico. Il sostegno di 1,26 milioni di euro da parte del FEG contribuirà a coprire i costi per i vari corsi di formazione per aiutare i 777 lavoratori a reinserirsi nel mercato del lavoro.

 

Tappe successive

 

Il Parlamento nel suo insieme voterà queste richieste durante la sessione plenaria di dicembre. La decisione del Consiglio è prevista per il 15 e 16 dicembre.

 

Contesto

 

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori licenziati per ragioni di esubero a seguito di trasformazioni rilevanti nella struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione o alla crisi finanziaria e per aiutarli a trovare un nuovo impiego. Per il periodo 2014-2020 il massimale annuo del fondo è di 150 milioni di euro.

 

Ai lavoratori licenziati sono offerti strumenti come il supporto per la creazione di imprese, assistenza nella ricerca del lavoro, orientamento professionale e vari tipi di percorsi di formazione. In molti casi le autorità nazionali hanno già iniziato a prendere alcune di queste misure e saranno rimborsate dall’UE una volta che le loro richieste sono definitivamente approvate.

 

11 Dicembre 2014

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