Il dizionario del bilancio Ue

Mercoledì 26 ottobre i parlamentari votano il bilancio 2017 e la revisione del quadro finanziario pluriennale 2014 – 2020. Nel pomeriggio dello stesso giorno, la Corte dei Conti europea renderà pubblica la valutazione sul bilancio 2015. Le terminologia utilizzata parlando di bilancio può risultare ostica, ecco un breve glossario.

 

Quadro finanziario pluriennale (QFP) – L’Ue adotta bilanci annuali ma è prevista una programmazione economica a più ampio raggio, a cadenza pluriennale. Il quadro finanziario pluriennale definisce le priorità verso cui indirizzare la spesa e gli importi massimi che si possono spendere nei vari settori. Il piano ha una durata di 7 anni.

Il QFP attuale è iniziato nel 2014 e terminerà nel 2020. Il parlamento ha richiesto una revisione di medio termine per valutare se le previsioni siano state rispettate e il piano sia ancora compatibile con la situazione attuale o necessiti modifiche.

 

Impegni e pagamenti – Per una gestione equilibrata dei fondi finanziari non bisogna soltanto tenere traccia delle spese passate ma anche prevedere quanto si pagherà in futuro. Per questo motivo il bilancio europeo si divide tra pagamenti (ciò che si spenderà nel prossimo anno) e impegni (le previsioni di spesa in progetti o misure oltre il prossimo anno)

 

Rimborso – La maggior parte della liquidità di cui dispone l’Unione europea proviene direttamente dagli stati membri. Si tratta di contributi nazionali calibrati sul reddito lordo di ogni paese e bilanciati in base al gettito IVA. Se uno stato membro versa molti più fondi di quanti ne riceva poi indietro dall’Europa, potrebbero esserci tensioni politiche.

I rimborsi servono proprio a ridurre gli squilibri di bilancio. Il più famoso è il rimborso britannico: il Regno Unito riceve indietro circa il 66 per cento dei contributi che versa all’Ue. Anche altri paesi beneficiano di rimborsi particolari.

Il Parlamento è dell’idea che queste forme di rimborso rendano il bilancio meno trasparente e spingano i singoli stati a concentrarsi sui loro interessi nazionali nelle negoziazioni piuttosto che riconoscere che il mercato interno e i progetti europei abbiano maggiori benefici per tutti. I parlamentari hanno richiesto una revisione del sistema di finanziamento del bilancio in modo che possano subentrare nuove modalità nell’ottica di garantire una maggiore trasparenza.

 

Gestione finanziaria condivisa – La Commissione europea è responsabile dell’attuazione della parte più importante del bilancio. I fondi vengono però delegati ai singoli stati membri che si occuperanno si scegliere a chi destinare i finanziamenti per l’agricoltura, per il sostegno alle piccole e medie imprese, per favorire l’occupazione e così via. La Commissione monitora questi fondi: può decidere di destinarne di più per certi progetti e può intraprendere azioni per recuperare somme di denaro indebitamente versate.

 

Frodi e irregolarità – Il bilancio europeo è controllato annualmente dalla Corte dei conti europea. Durante i controlli, i revisori dei conti possono rilevare delle irregolarità nell’attuazione del bilancio. Ad esempio, possono essere stati accettati rimborsi spese non validi o essere stati dati fondi ad alcuni agricoltori per più terreni di quanti ne dispongano. Alcune irregolarità sono attribuibili a semplici errori; in altri casi si tratta di frode.

Nella sua relazione annuale, la Corte dei conti afferma che il livello di errore nella spesa per il 2015 è stata circa del 3,8 per cento, dato inferiore rispetto agli anni precedenti ma ancora sopra il valore di riferimento fissato al 2 per cento.

 

Discarico – Il Parlamento europeo ha l’ultima parola sul bilancio europeo: è l’assemblea che decide se la Commissione europea e gli altri enti hanno attutato la loro previsione di bilancio in maniera soddisfacente. Tale pratica si chiama “discarico”; nel prendere la sua decisione finale, il Parlamento si basa sulle conclusioni della Corte dei Conti.

 

Fonte: europarl.europa.eu

Festa dell’Europa a Montecitorio

In occasione della festa dell’Europa, la Camera dei Deputati ha organizzato l’evento “Festa dell’Europa” a Montecitorio, dove oltre 600 ragazzi sono stati invitati a partecipare, e anche il PEG è stato invitato a prendere parte con i suoi soci.

L’evento si terrà domenica 8 maggio, dalle ore 10, a Roma, proprio a Montecitorio. Lo scopo è di celebrare la pace e l’unità in Europa, ma anche di parlare del futuro dell’Unione, proprio nell’anno in cui la Presidente della Camera Boldrini ha indetto una consultazione pubblica su “Lo stato e sulle prospettive dell’Unione europea” (http://civici.eu/web/camera).

Inutile dire quanto il PEG sia onorato di partecipare a quest’evento, che sarà trasmesso in diretta RAI, soprattutto perché ci è stata offerta la possibilità di un intervento dal podio per presentare la nostra Associazione davanti alle autorità.

Data l’occasione speciale, invitiamo tutti i soci a fare un salto a Roma per partecipare all’evento. Ci è stata data una possibilità davvero grande ed essere presenti numerosi è il modo migliore per far vedere che ce la siamo meritata!

Potrete ricevere ulteriori dettagli e informazioni mediante la pagina ufficiale del Parlamento Europeo Giovani o scrivendoci a peg@eypitaly.org.

Speriamo di potervi vedere in tanti con noi a Roma!

PS: per confermare la partecipazione, è strettamente necessario compilare il seguente form: link.

Regno Unito: i deputati discutono il futuro del paese in UE

I cittadini inglesi voteranno il 23 giugno l’adesione all’UE del proprio paese. Le conseguenze del referendum sono importanti per tutta l’Europa. Mercoledì 24 febbraio i deputati hanno evocato le possibili conseguenze e la maggior parte ha indicato che il paese starebbe meglio all’interno dell’UE, mentre altri hanno insistito sui benefici di un’uscita dall’UE.

 

Il dibattito durante la sessione plenaria a Bruxelles si è concentrato sul vertice UE del 18-19 febbraio improntato sulla crisi dei rifugiati e il referendum nel Regno Unito.

ll 19 febbraio gli Stati membri hanno concordato un accordo in risposta alle richieste inviate dal governo inglese per una riforma della sua adesione all’UE. Tale accordo dispensa il Regno Unito dall’obbligo di prodigarsi per un’unione sempre più coesa e l’accesso ai lavoratori provenienti dai paesi dell’UE di un accesso immediato agli aiuti e agli alloggi sociali, così come non richiede ai paesi fuori dall’Euro zona di sostenere le spese per la moneta unica.

Il premier britannico David Cameron ha annunciato che l’accordo è sufficiente per attivare una campagna per richiedere ai suoi cittadini di rimanere in Europa. L’accordo entrerà in vigore solo se i cittadini inglesi voteranno a favore della permanenza.

Durante il dibattito in plenaria, Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione europea: “Il premier britannico ha ottenuto il massimo che poteva ottenere e gli altri Stati membri hanno offerto tutto ciò che potevano offrire. Penso che l’accordo con il Regno Unito sia giusto, equilibrato e conforme ai grandi principi dell’UE e tiene conto della preoccupazioni, le richieste e i suggerimenti del Regno Unito”.

Manfred Weber, il leader tedesco del PPE, ha detto: “Noi sosteniamo l’essenza dell’accordo. Se i cittadini sceglieranno di rimanere all’interno dell’UE, troveranno un partner leale nel PPE”. Tuttavia, ha anche avvertito che questo era l’unico accordo disponibile e che non ci sarebbe stata nessuna trattativa supplementare.

Alcuni deputati del Regno Unito, come il segretario della giustizia Michael Gove e il ministro dei diritti umaniDominic Raab, hanno sostenuto che la Corte di giustizia europea sarebbe in grado di annullare l’accordo. Durante il dibattito in plenaria Tusk ha insistito sul fatto che l’accordo UE ha approvato la scorsa settimana è stato “legalmente vincolante e irreversibile” e che “non può essere annullato dalla Corte di giustizia europea”.

 

Secondo Gabriele Zimmer, la presidente tedesca della Sinistra Unita, ha criticato l’accordo per la rimozione dell’essenza sociale dell’UE. Con l’approvazione di un modello radicale del mercato anglosassone, Margaret Thatcher è resuscitata.

Il ruolo del Regno Unito nell’UE

I deputati hanno anche sottolineato il ruolo positivo svolto dal Regno Unito in Europa.

Gianni Pittella, presidente italiano di S&D, ha sottolineato il contributo del Regno Unito per la difesa dei principi europei: “Il Regno Unito ha fatto tanto, è stato un vettore di pace e di democrazia. Il posto migliore per lottare per questi principi è l’Unione europea”. Ha anche insistito sul fatto che l’adesione del Regno Unito nell’UE è stato più di un matrimonio di convenienza: “Il Regno Unito è parte integrante dell’Europa. Senza la Gran Bretagna, l’Europa non sarebbe la stessa cosa”.

Rebecca Harms, la co-presidente tedesca dei Verdi ha spiegato: “Penso che sia molto chiaro che dobbiamo lavorare con il Regno Unito. L’UE sarà meglio con il Regno Unito”.

 

Le conseguenze del Brexit

 

Quali sarebbero le possibili conseguenze di un’uscita del Regno Unito? Il presidente del Consiglio Donald Tusk ha detto: “L’Europa cambierà e per sempre. Sarà un cambiamento in peggio. Naturalmente questa è la mia opinione personale. Lunedì il primo ministro Cameron ha detto alla Camera dei Comuni che ora non è il momento di dividere l’Occidente. Non potrei essere più d’accordo”.

“Sosterrò la campagna per far rimanere il Regno Unito nell’Unione europea”, ha detto Ashley Fox, deputato britannico del gruppo ECR. “Il mio ragionamento è semplice. La ripresa economica del Regno Unito, anche se buona, è ancora fragile e non voglio metterla a rischio uscendo dal mercato unico. Credo anche che la mia circoscrizione sarà più sicura se continuiamo la collaborazione con i nostri partner europei”.

 

Tre deputati sono stati incaricati di negoziare l’accordo con il Regno Unito a nome del Parlamento: Guy Verhofstadt, Elmar Brok e Roberto Gualtieri.

Guy Verhofstadt, presidente belga del gruppo ALDE, ha dichiarato: “Gli unici che guadagneranno qualcosa da un’Europa divisa sono Vladimir Putin, Bashar Al- Assad, l’ISIS… Invece di discutere su come affrontarli, stiamo mostrando che per il momento siamo divisi e deboli”.

 

Elmar Brok, deputato tedesco del PPE, ha sottolineato che il Regno Unito non potrà esistere sulla scena internazionale a meno che non agisca insieme all’Europa: “Gli stati nazionali non possono ottenere le cose da soli. Dobbiamo realizzare i progetti insieme”.
Roberto Gualtieri, deputato italiano del gruppo S&D, ha dichiarato che il Parlamento non avrebbe cercato di prevenire o ritardare l’attuazione dell’accordo Regno Unito-UE. “Politicamente parlando, questo dibattito dimostra che vi è un’ampia maggioranza. Saremo giusti, manterremo la nostra parola, ma ora i cittadini britannici devono salvaguardare la loro ricchezza e il loro futuro”.

 

Non tutti la pensano così. Il referendum “è per il Regno Unito l’opportunità di guardarsi indietro e di misurare i vantaggi della propria adesione” ha detto Marine Le Pen, co-presidente francese del gruppo ENF. “Se vincerà l’uscita dall’UE, sceglieranno per la libertà, la sovranità e troveranno il modo per risolvere i problemi del mondo moderno”.

Nigel Farage, co-presidente inglese del gruppo EFDD, ha dichiarato che il Regno Unito sarebbe più sicuro fuori dell’UE: “I cittadini inglesi decideranno l’opzione più sicura: è sicuro di rimanere all’interno di un’organizzazione il cui proprio capo di polizia dice che ci sono tra i tre e i cinquemila terroristi che sono ormai prossimi al nostro continente attraverso le crisi dei migranti o è più sicuro di riprendere il controllo dei nostri confini e la nostra democrazia?”.

Diane Dodds, deputata inglese non iscritta, ha detto: “Non ci sarà alcuna garanzia per il trattato. Questo Parlamento può disfare l’accordo così come la Corte di giustizia europea. Ci troviamo di fronte ad una farsa, un tentativo di ingannare i cittadini inglesi. Il mio messaggio per la mia circoscrizione è: ‘Non ci stiamo. Crediamo nel nostro Regno Unito'”.

 

Fonte: europarl.europa.eu

25 Febbraio 2016

Riforma della legge elettorale europea: cosa ne pensano i social media?

Le elezioni europee avvengono ogni cinque anni, la prossima volta saranno nel 2019. La normativa UE stabilisce alcuni principi di base sullo svolgimento delle elezioni europee, ma sono soprattutto le leggi nazionali ad essere applicate. Il Parlamento vuole migliorare lo svolgimento delle elezioni e delle votazioni grazie ad un rapporto di Danuta Hübner (PPE, Polonia) e Jo Leinen (S&D, Germania) discusso la prossima settimana in plenaria a Strasburgo. Cosa ne pensano i social media?

 

Uno dei suggerimenti sta permetterebbe di votare alle elezioni europee a partire dai 16 anni. Al momento solo in Austria è legale. L’idea ha suscitato molti commenti: molti utenti hanno ritenuto che permettendo alle persone più giovani di votare si potrebbero migliorare i dati di affluenza alle urne, ma gli oppositori hanno sottolineato che 16 anni non sono abbastanza per andare alle urne con maturità.

“Penso che molti di sedicenni siano sicuramente pronti a votare! Molti creativi, inventori e scienziati hanno 16 o 17 anni” scrive un utente su Facebook. E ancora: “Forse votare da più giovani può migliorare l’affluenza alle urne nelle elezioni future”.
“Non credo che qualcuno che non ha ancora l’età legale della maturità dovrebbe votare, non credo che qualcuno con una conoscenza estremamente limitata del mondo reale devebbe stabilire la direzione politica (dell’UE)”, si legge su Reddit.

È stato anche discusso il voto elettronico, il voto on-line e il voto per posta, tre proposte incluse nel rapporto. Molti utenti si sono rivelati scettici temendo frodi e manipolazioni. Altri invece si sono dimostrati interessati.

“Non sono d’accordo con il voto elettronico, in quanto è troppo facile da manipolare, ma sono d’accordo con l’intenzione” si legge su Reddit.
Mentre su Linkedin: “Il voto elettronico dovrebbe essere disponibile per tutti i cittadini europei in UE e all’estero”.
Il suggerimento di tutti i cittadini europei che vivono al di fuori dell’UE in grado di votare durante le elezioni europee ha ottenuto un largo sostegno. Al momento è già possibile per i cittadini di alcuni paesi dell’UE.

“Il voto degli europei al di fuori dell’UE? Finché sono posseggono un passaporto valido di un paese membro, perché no?” si legge su Facebook.

Puoi seguire la discussione sulle prossime elezioni europee su Twitter con l’hashtag #EP2019.

 

23 Ottobre 2015

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Claude Moraes sulla sorveglianza di massa: è necessario un equilibrio tra privacy e sicurezza

La sorveglianza di massa da parte delle autorità straniere e nazionali è al centro del dibattito dall’entrata in scena di Edward Snowden nel 2013. Questa settimana, la commissione per le Libertà civili si è espressa in materia di sicurezza di massa e la plenaria ha discusso una questione relativa al “porto sicuro”. Abbiamo raccolto le domande su Facebook le abbiamo presentate a Claude Moraes, presidente della commissione LIBE e relatore del dossier al PE.

 

Il Parlamento europeo ha trattato questo tema a più riprese nel corso del 2013, l’ultima volta è stata martedì in commissione per le Libertà civili. Inoltre, la sentenza del tribunale dell’UE che invalida l’accordo sul “porto sicuro” relativo ai trasferimenti di dati tra l’UE e gli Stati Uniti è stato discusso nella seduta plenaria di ieri.

Abbiamo ricevuto molte domande su come i tribunali possano essere utilizzati per proteggere la nostra privacy. In che modo la recente sentenza su Safe Harbour – l’accordo di trasferimento di dati dei cittadini europei negli Usa – influenza la sicurezza di massa e la protezione dei dati?

Claude Moraes – Questa sentenza della Corte di Giustizia rappresenta un giudizio severo e stabilisce che il trasferimento di dati dall’UE agli Stati Uniti debba semplicemente smettere. Deve fermarsi perché gli standard di protezione dei dati nell’Unione europea sono molto superiori a quelli degli Stati Uniti.

Tutti i nostri dati – quelli di Facebook, le ricerche su Google o le transazioni finanziarie – si trovano negli Stati Uniti, ma seguendo modalità diverse. Le aziende dovranno fare altri accordi per proteggere i nostri dati a causa degli Stati Uniti.

Molti utenti di Facebook sono anche preoccupati per la sorveglianza da parte dei loro governi e dell’Europol. Come risponde ai loro timori?

Claude Moraes – Se da un lato nella richiesta di sorveglianza di massa abbiamo scoperto che ci sarebbe stata qualche preoccupazione per delle azioni di spionaggio da parte dei nostri governi e dei servizi di intelligence, dobbiamo ricordarci che abbiamo standard di tutela più elevati in Europa e abbiamo ambizioni per degli standard più elevati di privacy rispetto agli Stati Uniti.

 

È molto importante mantenere dei servizi di intelligence. Ssvolgono un compito estremamente importante per proteggerci dalle minacce esterne, dal terrorismo, da altre minacce alla nostra sicurezza. Ma è importante avere una struttura definita in modo che non abusino dei loro poteri e che non invadano la nostra privacy.

Fino a che punto siamo controllati sui social media?

Claude Moraes – Al momento penso che i cittadini accettino che il nostro comportamento sui social media venga monitorato. Quello che non sanno è come sta avvenendo il controllo. Certo, grazie alla nostra inchiesta sulla sorveglianza di massa al Parlamento europeo abbiamo scoperto esattamente cosa sta succedendo. Sospettavamo molte cose. Una volta che abbiamo sentito le rivelazioni di Edward Snowden abbiamo scoperto molto di più.

La vera questione per la maggior parte dei cittadini più o meno consapevoli del fatto che le loro conversazioni, le loro e-mail e i loro metadati sono accessibili è: l’accesso è giustificato per delle buone ragioni? È per la protezione delle minacce del terrorismo?
Le prove indicano che l’equilibrio tra privacy e sicurezza è spostato nella direzione sbagliata. Il modo per ribilanciare la situazione è di capire la tecnologia, al fine di garantire gli aggiustamenti e le verifiche, e per garantire di avere delle strutture su cui contare.

 

17 Ottobre 2015

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Immigrazione – La commissione per le Libertà civili a confronto sulle proposte della Commissione

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Ogni giorno decine di migranti arrivano ai confini dell’Unione europea. La Commissione europea ha annunciato una nuova serie di proposte da discutere martedì 22 settembre in commissione per le Libertà civili del Parlamento. Le misure proposte comprendono il meccanismo permanente di distribuzione, la lista UE dei paesi di origine sicuri e la politica di rimpatrio efficace. Segui il dibattito in diretta sul nostro sito e controlla le principali rotte migratorie sull’infografica.

 

La proposta della Commissione annunciata il 9 settembre prevede il trasferimento di altri 120.000 richiedenti asilo provenienti da Italia, Grecia e Ungheria verso altri stati membri dell’UE. Tali misure saranno discusse martedì durante la riunione straordinaria del Consiglio di Giustizia e per gli affari interni. Questa proposta è stata già sostenuta dal Parlamento in una votazione d’urgenza il 17 settembre. Per quanto riguarda il meccanismo di distribuzione permanente e la lista UE dei paesi sicuri, il Parlamento e il Consiglio hanno il diritto di decidere equamente.

Roberta Metsola (PPE, Malta) – La “Fortezza Europa” non è una risposta. E non lo è nemmeno abbandonare i nostri controlli alle frontiere esterne. I ministri si incontrano di nuovo questa settimana e devono avere il coraggio politico di agire. La nostra Unione dipende da questo.

Birgit Sippel (S&D, Germania) – Il presidente della Commissione Juncker ha presentato un piano concreto, tra cui il trasferimento di altri 120.000 profughi provenienti da Grecia, Italia e Ungheria, e un meccanismo di distribuzione permanente. Ora dobbiamo fare pressione sui governi nazionali per approvarlo.
Timothy Kirkhope (ECR, Regno Unito) – Spero che potremo iniziare a guardare al quadro più ampio: come poter davvero fermare i trafficanti, accelerare i ritorni di migranti economici, garantire delle condizioni di accoglienza sicure per i veri rifugiati, e trovare le risorse per sostenere i campi profughi in Libano, Turchia e Giordania.
Cecilia Wikström (ALDE, Svezia) – Sono orgoglioso che il Parlamento europeo dia il buon esempio agendo più rapidamente possibile per aiutare i rifugiati che hanno raggiunto l’Europa. La crisi a cui stiamo assistendo in questo momento è solo una piccola parte della crisi che potrebbe presto colpire l’Europa intera.
Ska Keller (Verdi / ALE, Germania) – Al voto di approvazione del regime ricollocazione dei rifugiati, senza indugio, il Parlamento europeo ha agito a riconoscere l’urgenza della situazione e ha inviato un segnale forte ai governi nazionali.

 

I deputati di Europa delle Nazioni e della Libertà in LIBE – Il nostro gruppo vuole difendere gli interessi dei popoli europei. Giovedì scorso, il Parlamento europeo ha già votato a favore del trasferimento di 120.000 migranti. Ci opponiamo all’immigrazione di massa verso l’UE e al varco per i terroristi che si nascondono tra i richiedenti asilo. Pertanto, il nostro gruppo evidenzierà il fallimento di Schengen e il bisogno di controllare i nostri confini.

 

 

22 Settembre 2015

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Questa settimana al PE: tasse, immigrazione, emissioni CO2

Mercoledì è prevista una sessione plenaria a Bruxelles: i deputati discuteranno la politica migratoria, la crisi dell’agricultura e lo sviluppo. Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sarà in Parlamento giovedì per discutere la normativa fiscale per le multinazionali con i deputati. Ad accompagnarlo alla riunione organizzata dalle commissioni agli Affari economici e alle decisioni fiscali, ci saranno i commissari Pierre Moscovici e Margrethe Vestager.

 

La plenaria di mercoledì

L’esito del Consiglio “Giustizia e affari interni” sulle misure urgenti e permanenti per affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati, che si terrà lunedi 14 settembre, sarà discusso con il Consiglio e la Commissione.

Il Programma di lavoro della Commissione per il 2016. Le richieste dei deputati alla Commissione per il 2016 dovranno essere votate. I deputati potranno chiedere una nuova legislazione in materia di immigrazione, ambiente, fiscalità e energia. La Commissione presenterà il suo programma di lavoro per il 2016 al Parlamento nel mese di ottobre a Strasburgo.

Crisi dell’agricoltura e dei mercati. I deputati discuteranno la crisi dei mercati agricoli nel settore del latte e della carne con il Commissario Phil Hogan. La caduta dei prezzi ha colpito gli agricoltori in molti Stati membri, esacerbando gli effetti dell’embargo russo sulle importazioni alimentari provenienti dall’UE.

Sviluppo. I deputati prepareranno la loro partecipazione al vertice delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che si terrà il 25-27 settembre 2015 a New York, durante il quale sarà stabilita l’approvazione del programma di sviluppo post-2015.
Commissioni

Flussi migratori nel Mediterraneo. Il presidente della commissione per gli Affari esteri Elmar Brok, il presidente della commissione per le Libertà civili Claude Moraes e la presidentessa della sottocommissione ai Diritti umani Elena Valenciano, ospiteranno un’audizione pubblica sul tema “Il rispetto dei diritti umani nel contesto dei flussi migratori nel Mediterraneo”. Martedì parteciperanno alla riunione: la vicepresidentessa della Commissione Federica Mogherini, il commissario agli Affari interni e all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres e i deputati dei parlamenti di Giordania, Libano, Libia, Marocco, Tunisia e Turchia.

Tasse. Il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e il commissario per gli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici discuteranno il piano di politica fiscale attuale e futuro, in particolare per quello che riguarda le multinazionali, con i deputati della commissione speciale sugku accordi fiscali. Giovedì, nel corso della riunione congiunta, si svolgerà anche un dibattito con il Commissario per la Concorrenza Margrethe Vestager.
Limiti di emissione per le macchine mobili non stradali. La commissione per l’Ambiente voterà martedì una proposta legislativa per ridurre le emissioni di una vasta varietà di motori a combustione, presenti nelle macchine edili, locomotive e imbarcazioni.

Ordine del giorno del Presidente. Lunedì, il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz sarà in Svezia, dove incontrerà il re Carlo XVI Gustavo di Svezia, il primo ministro Stefan Löfven (seguito da una conferenza stampa) e il portavoce del Parlamento Urban Ahlin.

Giovedì, il presidente Schulz, incontrerà il presidente del Bundestag tedesco Norbert Lammert.

 

15 Settembre 2015

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Era digitale: l’ABC del Parlamento europeo

Ogni giorno 315 milioni di europei utilizzano Internet. Le tecnologie dell’era digitale possono incentivare la crescita e l’occupazione, per questa ragione la Commissione europea ha presentato nel maggio 2015 una strategia per un mercato unico digitale. Inoltre, a giugno il Parlamento e il Consiglio hanno trovato un accordo sull’eliminazione del roaming entro il 2017 e la neutralità della rete. Il nostro glossario digitale può aiutarti a capire meglio la questione. 

 

Big Data: grandi volumi di dati, che possono includere le registrazioni delle transazioni di acquisto o segnali GPS. La Commissione europea desidera soffermarsi su una serie di questioni come ad esempio sulla proprietà e la protezione dei dati.

Cloud computing: dati utilizzati, archiviati ed elaborati su computer remoti (server) accessibili via internet. I benefici sono la convenienza e spesso costi più bassi per i consumatori, mentre i rischi possono includere il trattamento dei dati sensibili.

E-commerce: commercializzazione di prodotti e merci su internet. Secondo la Commissione, solo il 15% dei consumatori acquista online nei mercati transfrontalieri all’interno dell’UE, individuando le spese di consegna, come una sfida per il futuro.
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Geo-blocking: la pratica di alcune aziende di impedire i consumatori di accedere ad un servizio on-line della società in un altro paese, spesso senza giustificato motivo. L’obiettivo? Indirizzare il traffico in un negozio locale con prezzi e prodotti diversi rispetto a quelli degli altri paesi.

Neutralità della rete: il principio che i fornitori di servizi internet dovrebbero trattare tutti i contenuti, i siti e le piattaforme on-line allo stesso modo, ad esempio, senza bloccare o rallentare i siti web o i servizi concorrenti. Le garanzie relative alla neutralità della rete faranno parte del ‘pacchetto sulle telecomunicazioni’ sul quale Parlamento e Consiglio hanno raggiungo un accordo informale a giugno.
Roaming: la capacità di effettuare telefonate, inviare e ricevere dati al di fuori della rete in un paese straniero. Secondo l’accordo informale tra Parlamento e Consiglio il roaming sarà vietato dal 2017.

 

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17 agosto 2015

Tasso interbancario: come ripristinare la fiducia nei mercati finanziari?

Gli scandali finanziari degli ultimi anni hanno rivelato che i tassi interbancari come il Libor e l’Euribor sono stati ampiamente utilizzati. Essi tracciano l’evoluzione del mercato e sono soggetti a manipolazioni. La commissione agli Affari economici vota il 31 marzo le nuove regole per garantire la piena trasparenzain UE, come ricordato dalla relatrice del Parlamento europeo Cora van Nieuwenhuizen. Segui il voto martedì alle ore 10.30.

 

Euribor è l’acronimo di Euro Interbank Offered Rate.Esso rappresenta il tasso medio d’interesse con cui alcuni istituti bancari europei (le cosiddette “banche di riferimento”) effettuano le operazioni interbancarie di scambio di denaro nell’area Euro
I “benchmark” sono indici che misurano le prestazioni di qualcosa – dai tassi di interesse del mercato interbancario di Londra (LIBOR) o della zona euro (Euribor) attraverso materie prime come l’oro o il petrolio greggio a tassi di cambio (euro contro dollaro o sterlina inglese contro dollaro). Essi sono spesso usati come riferimento nei contratti finanziari e commerciali. Ad esempio, un tasso di interesse del mutuo può essere determinato attraverso il tasso EURIBOR più alcuni interessi.

Come manipolare il benchmark

Gli indici devono essere affidabili e neutrali. Tuttavia, i loro valori giornalieri sono spesso determinati dalle azioni di alcuni importanti protagonisti del mercato.

Nel 2012-2013, le autorità in Europa e negli Stati Uniti hanno svolto delle inchieste sulla manipolazione del LIBOR ed EURIBOR. In dicembre 2013, la Commissione europea ha multato 8 banche per un totale di 1,7 miliardi di euro per la partecipazione a cartelli illegali che cercavano di influenzare LIBOR ed EURIBOR. Altre banche sono state multate per reati simili nel 2014.

Nuove legislazioni

La relazione del Parlamento propone tre obiettivi fondamentali. In primo luogo, rafforzare i sistemi e le norme di governance per ridurre la manipolazione l’abuso dei valori di riferimento ampiamente utilizzati. In secondo luogo, rafforzare la trasparenza mettendo a disposizione degli utenti i valori di riferimento in modo da consentire loro di decidere in modo consapevole; e in terzo luogo, mantenere l’offerta e l’accesso a un’ampia varietà di valori di riferimento applicando requisiti di governance in modo proporzionato, garantendo, tra l’altro, parità di condizioni a tutti gli amministratori, sia quelli nell’UE sia quelli nei paesi terzi.
Il Parlamento europeo ha già adottato sanzioni più severe per gli abusi di mercato finanziario nel 2013.

 

1 Aprile 2015

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