Approvato il bilancio UE 2017: più sostegno per giovani e iniziative per la crescita

Nel bilancio per il prossimo anno, i deputati hanno ottenuto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e ulteriori fondi per incrementare le iniziative più importanti in favore delle PMI, i progetti per le infrastrutture di trasporto, la ricerca e la mobilità degli studenti con Erasmus+. Gli importi totali degli stanziamenti d’impegno nel bilancio 2017 ammontano a 157,86 miliardi di euro e 134,49 miliardi in stanziamenti di pagamento.

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ln seguito all’approvazione formale del Consiglio dell’accordo in conciliazione con il Parlamento sul bilancio 2017, siglato il 28 novembre, il Parlamento ha approvato il bilancio con 438 voti in favore, 194 voti contrari e 7 astensioni. Successivamente è stato firmato dal Presidente Martin Schulz, rendendolo esecutivo.
“Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Il bilancio 2017 si concentra chiaramente sulle nostre priorità: stimolare la crescita, creare posti di lavoro – soprattutto per i giovani – e affrontare la crisi migratoria. Gli ulteriore 500 milioni di euro che siamo riusciti a ottenere per l’iniziativa per occupazione giovanile rappresentano un chiaro segnale all’UE ad agire. Abbiamo anche fatto il possibile per affrontare le cause profonde della migrazione”, ha dichiarato il relatore per la sezione Commissione, Jens Geier (S&D, DE).
“E’ davvero deplorevole che la Commissione abbia ignorato la lettura del Parlamento e non sia riuscita ad aggiungere il punto che chiedeva di accantonare una parte dei compensi per gli ex commissari per poi liberarli a condizione che il codice di condotta fosse reso più rigoroso. Questa richiesta era stata approvata dal Parlamento a larga maggioranza e mirava a migliorare il comportamento dei commissari e, di conseguenza, l’immagine pubblica delle Istituzioni nel loro complesso”, ha dichiarato il relatore per le altre sezioni, Indrek Tarand (Verdi/ALE, EE).
“La proposta – che il Presidente Juncker ha recentemente inviato al Presidente Schulz per migliorare il codice di condotta – di prolungare il periodo di riflessione a due anni è un passo nella giusta direzione, ma non è sufficiente, poiché gli ex commissari ricevono la loro indennità transitoria per ben tre anni”, ha aggiunto.
Giovani, crescita e lavoro
Il Parlamento ha aggiunto ulteriori 500 milioni di euro al bilancio per l’iniziativa in favore dell’occupazione giovanile (YEI). Ulteriori 200 milioni di euro incrementeranno i progetti per crescita e occupazione, quali COSME (competitività delle piccole e medie imprese), il meccanismo per collegare l’Europa (CEF, finanziamento di progetti infrastrutturali), Orizzonte 2020 (progetti di ricerca) ed Erasmus+ (mobilità degli studenti).
Rifugiati e crisi migratoria
I deputati hanno inoltre previsto ulteriori 728 milioni di euro per un pacchetto volto principalmente a incrementare i fondi per la migrazione, inclusi 28 milioni di euro aggiuntivi per il sostegno a UNRWA per i rifugiati palestinesi (totale 310 milioni di euro) e 3 milioni in più per sostenere i colloqui di pace a Cipro (totale 34,8 milioni di euro).
Revisione del bilancio a lungo termine
Nel dibattito sulla revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE (quadro finanziario pluriennale 2014-2020), Ivan Korčok, per la Presidenza del Consiglio slovacca, ha promesso un pacchetto di revisione che permetta “di mobilitare oltre 6 miliardi di euro da destinare alle priorità più importanti fino alla fine di questa prospettiva finanziaria”, oltre a rendere il bilancio più flessibile.
I co-relatori del Parlamento Jan Olbrycht (PPE, PL) e Isabelle Thomas (S&D, FR) hanno accolto con favore gli sforzi del Consiglio, ma hanno ricordato che la proposta è ancora in discussione fra i governi nazionali. “Il lavoro è ancora in corso, non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo”, ha detto Olbrycht.

 

Procedura: bilancio

RIF. : 20161129IPR53614

 

 

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Migrazione: un nuovo sistema centralizzato con quote nazionali per le richieste di asilo

Il sistema di asilo dell’UE per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti non funziona, si afferma in una risoluzione approvata dalla commissione libertà civile, nella quale si propone una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino. I deputati propongono pertanto di istituire un sistema centralizzato per la raccolta e l’assegnazione delle domande di asilo.

 

Tale sistema, che includerebbe quote nazionali, dovrebbe funzionare a partire della prima accoglienza negli “hotspot”, da cui poi i rifugiati dovrebbero essere redistribuiti.

La proposta di revisione del regolamento di Dublino III (che determina quale Stato membro è responsabile di vagliare la domande di asilo) è stata approvata in una risoluzione votata in commissione. Il testo, redatto da Roberta Metsola (PPE, MT) e Kashetu Kyenge (S&D, IT) è stato approvato con 44 voti favorevoli, 11 contrari e un’astensione.

“La situazione è gravissima. Lo scorso anno, 3771 persone sono annegate nei nostri mari. Quest’anno oltre 450 persone, tra cui 77 bambini, sono morte. Abbiamo il dovere come politici di assicurare che queste persone non siano solo statistiche senza nome. Si tratta di persone reali, con vite vere. Dobbiamo tutti impegnarci a fare meglio – l’indifferenza non è un’opzione. È il momento di agire sotto tutti i punti di vista e questo è ciò che il nostro rapporto richiede”, ha dichiarato la relatrice Metsola.

“L’Europa ha bisogno di stabilire un approccio globale alla migrazione basato sul principio di solidarietà tra Stati. È necessario un piano di organizzazione internazionale che permetta a questo principio di essere applicato, così da distribuire in modo equo le responsabilità e mettere al centro del processo il valore della vita e dei diritti fondamentali”, ha aggiunto la relatrice Kyenge.

Nel testo è evidenziato come l’attuale sistema europeo di gestione delle domande di asilo non tenga adeguatamente in considerazione le particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri alle frontiere esterne dell’UE. I deputati chiedono delle modifiche al fine di garantire equità e condivisione delle responsabilità, solidarietà e tempi rapidi nella presa in esame delle domande.

Nel 2015, 1,83 milioni di persone hanno cercato di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell’UE (282.500 nel 2014) e 1,4 milioni di domande di protezione internazionale sono state presentate nell’UE, in Norvegia e in Svizzera, con numeri in costante aumento a partire da aprile.

 

Misure urgenti di ricollocamento e assistenza per Paesi di “primo arrivo” come Italia e Grecia

Nel testo si invitano gli Stati membri ad adempiere ai loro obblighi per quanto riguarda le misure urgenti di ricollocamento in quanto, alla data del 3 marzo 2016, solo 660 su 106.000 richiedenti asilo, e in attesa di essere assegnati da Italia e Grecia agli altri Stati membri, sono stati effettivamente ricollocati.

Per quanto riguarda il reinsediamento, i deputati insistono sulla necessità per l’Unione di adottare un “approccio legislativo vincolante”, aggiungendo che, affinché esso sia efficace, si dovrà garantire il reinsediamento di un numero “significativo” di rifugiati in relazione al numero complessivo dei richiedenti asilo nell’Unione.

 

Maggiore assistenza sugli hotspot

La commissione per le libertà civili ha inoltre affrontato il tema del funzionamento degli “hotspot”, avanzando la richiesta di assistenza tecnica ed economica agli Stati membri che si trovano a gestire per primi gli arrivi, come Italia e Grecia. Secondo il Parlamento, questi Stati devono poter effettuare la registrazione di tutti i migranti e accettare l’aiuto dell’UE.

I deputati hanno evidenziato inoltre la posizione di vulnerabilità dei minori, in particolare di coloro che viaggiano soli, insistendo sull’attuazione di un sistema di protezione rispettoso delle esigenze dei minori, al fine di prevenire abusi e sfruttamento.

 

Preoccupazione su Schengen

Nel rapporto si esprime preoccupazione riguardo alla decisione, da parte di alcuni Stati membri, di chiudere le frontiere nazionali o introdurre controlli temporanei: queste misure mettono in discussione il funzionamento stesso della zona Schengen.

 

Rimpatri

I nuovi accordi comunitari sulla cosiddetta “riammissione” dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi. Il Parlamento insiste nel ricordare che i migranti possono essere rimpatriati solamente se il Paese cui sono destinati versa in condizioni di sicurezza.

 

Prossime tappe

La risoluzione sarà votata nella prossima sessione Plenaria, il 13 aprile, a Strasburgo.

 

Fonte: europarl.europa.eu

16 Marzo 2016

Turchia: i deputati valutano la risposta alla crisi dei rifugiati

Gülhan era una studentessa di fisica presso l’Università di Tishreen Latakia quando è scoppiata la guerra civile in Siria. Oggi ha 32 anni. Ne ha già trascorsi quattro nel campo profughi di Osmaniye, nel sud della Turchia, con i suoi tre bambini. Il conflitto in Siria ha provocato il più grande disastro umanitario dai tempi della Seconda guerra mondiale. La settimana scorsa due delegazioni di deputati europei hanno incontrato alcuni dei profughi della guerra.

 

Quella di Gülhan, siriana di origine turca, è una delle tante storie raccolte dai deputati delle commissioni per le Libertà civili e dei Bilanci durante la vista ai centri per rifugiati in Turchia dall’8 all’11 febbraio. Dopo quasi cinque anni di guerra, più di 250.000 siriani hanno perso la vita e Gülhan è una degli 11 milioni sfollati.

Solomente la Turchia ospita oggi oltre 2,5 milioni di profughi siriani. Gli Stati membri dell’UE hanno raggiunto un accordo il 3 febbraio per un fondo di 3 miliardi di euro per aiutare il paese nel gestire l’afflusso di profughi. La Turchia deve inoltre affrontare l’arrivo al confine meridionale del paese di decine di migliaia di siriani fuggiti alle violenze nella regione di Aleppo.

La commissione per le libertà civili

Il 9 febbraio, il vicepresidente del Parlamento Sylvie Guillaume (S&D, Francia) ha guidato la delegazione di sette deputati della commissione per le Libertà civili nel campo profughi di Nizip. Durante la visita al campo che ospita circa 15.000 siriani e si trova a 45 chilometri dal confine con la Siria, la signora Guillaume ha inviato un messaggio “di comprensione e riconoscimento degli sforzi compiuti dalle autorità turche e dalle comunità locali”.

I deputati hanno elogiato gli sforzi turchi per fornire un riparo, cibo, assistenza sanitaria e istruzione nei campi profughi. Tuttavia hanno sottolineato che non più del 10% dei rifugiati siriani in Turchia vive nei campi.

Dopo la visita del campo di Nizip, i deputati della commissione per le Libertà civili hanno visitato le case delle famiglie che hanno ricevuto un sostegno europeo per i rifugiati fuori dal campo d’accoglienza. Parlando a Gaziantep, il vicepresidente Guillaume ha dichiarato: “C’è una netta differenza tra le condizioni di vita tra chi vive nei container dei campo e coloro che vivono fuori dal campo: la situazione per i rifugiati al di fuori dei campi è molto precaria e sono in urgente bisogno di aiuto, soprattutto in termini di scolarizzazione e opportunità di lavoro”.

Si stima che oltre il 50% dei rifugiati siriani siano bambini, ma solo il 14% di quelli in età scolare al di fuori dei campi è iscritto a scuola.

Oggi la Turchia è il paese con la più grande popolazione di rifugiati di tutto il mondo. Per avere un quadro completo della crisi, la delegazione della commissione per le Libertà civili ha incontrato alcuni funzionari turchi e rappresentanti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati di Ankara. I deputati hanno anche visitato un centro di registrazione per i rifugiati provenienti da oltre 80 paesi.
La commissione per i Bilanci

Una delegazione di 11 deputati della commissione per i Bilanci è stata anche in Turchia la scorsa settimana per valutare come vengono utilizzati i fondi UE per sostenere i rifugiati. a seguito dell’incontro con una famiglia di profughi siriani nel campo Osmaniye il 10 febbraio, il presidente della commissione per i Bilanci Jean Arthuis (ALDE, Francia) ha dichirato: “Posso capire la loro impazienza di tornare nel loro paese. La nostra priorità deve essere quella di ristabilire la pace nel Medio Oriente: solo la pace può risolvere il problema della migrazione”.

Riferendosi ai 3 miliardi di euro per sostenere la crisi in Turchia, Arthuis ha sottolineato la crescente urgenza di mettere i fondi a disposizione senza indugio: “Abbiamo bisogno di trasparenza e chiarezza da parte della Turchia. C’è una vera e propria emergenza e la fiducia è indispensabile se vogliamo rispondere rapidamente”.

Al campo di Osmaniye, i deputati hanno avuto l’opportunità di visitare un supermercato e una libreria finanziati dall’UE. I deputati hanno incontrato anche i rappresentanti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Programma alimentare mondiale, l’UNICEF e alcuni funzionari governativi turchi.
Il sostegno dell’UE
L’UE è il principale donatore internazionale al conflitto siriano avendo offerto 5 miliardi di euro in sostegni umanitari, sviluppo e assistenza economica. Il nuovo fondo di 3 miliardi di euro di fondi UE, discusso dai deputati a Strasburgo il 2 febbraio, aiuterà la Turchia ad affrontare ulteriormente le esigenze dei rifugiati e delle loro comunità di accoglienza.
Oltre ai rifugiati che si fermano nel paese, la Turchia è diventata negli ultimi anni anche una via di transito verso l’Europa. Entro la fine del 2015, oltre un milione di persone erano arrivate in Europa via mare, il 49% composto da siriani. Una larga maggioranza ha attraversato la Turchia e oltre mezzo milione di persone sono arrivate sull’isola greca di Lesbo.
L’afflusso non mostra alcun segno di rallentamento. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, oltre 80.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Europa via mare durante le prime sei settimane del 2016, un dato maggiore rispetto ai primi quattro mesi del 2015. Inoltre, più di 400 persone hanno già perso la vita cercando di attraversare l’Europa via mare quest’anno.

Clicca sui link a destra per conoscere meglio la risposta dell’UE al conflitto in Siria e alla crisi dei rifugiati, e per conoscere meglio la visita della scorsa settimana in Turchia.

 

17 febbraio 2016

www.europarl.europa.eu

Delegazione del PE in Turchia per valutare la risposta alla crisi dei rifugiati in Siria

La crisi umanitaria in Siria è stata una delle priorità del Parlamento. La Turchia ospita attualmente oltre 2,5 milioni di rifugiati siriani ufficialmente registrati. La plenaria di gennaio ha esortato gli Stati membri dell’UE a sostenere le infrastrutture necessarie per i rifugiati attraverso 3 miliardi di euro inviata alla Turchia. Mentre l’UE cerca il miglior approccio per affrontare la crisi, due delegazioni di deputati di LIBE e BUDG si recano in Turchia questa settimana.

 

Il conflitto in Siria è diventato il più grande disastro umanitario a livello globale dalla Seconda guerra mondiale. Dopo quasi cinque anni di combattimenti, il numero degli sfollati sale a 6,5 milioni e i cittadini costretti a fuggire nei paesi vicini sono ormai 4,6 milioni. Negli ultimi giorni, circa 35.000 persone hanno lasciato la città più grande della Siria, Aleppo, e non è ancora stata trovata una soluzione sul breve o medio termine.

I rifugiati in Turchia

Secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, alla fine di dicembre 2015, la Turchia ospitava più di 2,5 milioni di rifugiati siriani registrati.

Circa il 90% dei rifugiati siriani in Turchia vivono al di fuori dei campi, e si stima che più di uno su due rifugiati siriani sia un bambino. L’UE sta lavorando a stretto contatto con le autorità turche e le agenzie delle Nazioni Unite per rispondere alle urgenze umanitarie dei gruppi più vulnerabili.

A causa del conflitto in corso in Siria, la Turchia è diventata anche una via di transito per i rifugiati. L’anno scorso ci sono stati oltre 850.000 arrivi registrati dal mare in Grecia dalla Turchia, in maggioranza  di provenienza siriana. Il 3 febbraio 2016, gli Stati membri dell’UE hanno concordato il finanziamento di un fondo di 3 miliardi di euro per assistere la Turchia ad affrontare i bisogni dei rifugiati e dei loro centri di accoglienza.

La commissione per le Libertà civili

Questa settimana, la vice-Presidente del Parlamento Europeo Sylvie Guillaume (S&D, Francia) è a capo di una delegazione in Turchia. Sette deputati della commissione per le Libertà civili visiteranno i centri di sostegno dei rifugiati e incontreranno le ONG e gli altri partner per valutare la situazione sul terreno.

L’obiettivo principale della missione? “Conoscere meglio la situazione per agire meglio”. Ha aggiunto: “La lista delle questioni da discutere sarà lunga: la protezione, l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati, il reinsediamento, la gestione delle frontiere, la liberalizzazione dei visti, la lotta al contrabbando e molto ancora”.

Dopo la visita Guillaume spera che i deputati avranno “un’idea più generale delle questioni in gioco e saranno in grado di avanzare proposte più appropriate sull’afflusso di rifugiati e, più in particolare, sul partenariato UE-Turchia”.
La commissione per i Bilanci

Anche una delegazione di undici deputati della commissione per i Bilanci visiterà la Turchia questa settimana per discutere l’applicazione dei fondi UE con le autorità locali. La missione prevede anche una visita ad un campo profughi.

Il presidente della commissione per i Bilanci Jean Arthuis (ALDE, Francia) ha dichiarato: “Stiamo andando in Turchia per ascoltare i diretti interessati, per esaminare i progetti co-finanziati dal bilancio dell’Unione europea in corso di attuazione, e per valutare la loro efficacia. Questa crisi richiede una risposta ambiziosa e coordinata, in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite, gli stati membri, le ONG e, naturalmente, le autorità turche”.

 

Fonte: europarl.europa.eu

11 Febbraio 2016

La crisi “sta peggiorando” – I deputati a confronto su rifugiati, asilo e solidarietà dell’UE

L’Europa continuerà a sostenere una risposta efficace per una crisi migratoria che “sta peggiorando”, ha indicato oggi il Commissario europeo Avramopoulos. L’aumento di “populismo e nazionalismo” favoriscono la fragilità dell’Unione. Il Commissario ha invitato gli Stati membri a mantenere le proprie promesse e a mostrare solidarietà: “Se crolla Schengen sarà l’inizio della fine del progetto europeo”.

 

Dimitris Avramopoulos, presidente della Commissione per la migrazione e gli affari interni, ha discusso l’attuazione delle misure di migrazione e la proposta di dicembre sulla guardia costiera, con la commissione parlamentare per le Libertà civili, per la Giustizia e gli Affari interni. Il deputato britannico di centro sinistra Claude Moraes a presieduto l’incontro.

Nel settembre 2015, il Parlamento aveva già sostenuto due proposte di emergenza. L’obiettivo? Trasferire 160.000 richiedenti asilo provenienti dai paesi europei in prima linea verso altri Stati membri. Finora però, solo 272 persone sono state trasferite e il Commissario ha detto: “Tutti gli Stati membri devono partecipare” senza subire le agende politiche nazionali. Una visione condivisa da numerosi deputati.

 

“Come diavolo possiamo implementare nulla se gli Stati membri continuano a dire no, no, no” ha domandato Cornelia Ernst, deputata tedesca della Sinistra Unita.

Attualmente, una serie di norme in materia di rifugiati dell’UE deriva dalla Convenzione di “Dublino”. Esse prevedono il trattamento di tutte le richieste di asilo da parte del paese d’ingresso nell’UE. Durante il dibattito è emerso un consenso generale sulla necessità di una revisione “molto profonda” della normativa, come ha indicato il Commissario.

La Commissione proporrà nuove misure in marzo, ma il deputato britannico ECR Timothy Kirkhope ha avvertito: “Non abbiamo bisogno di piccoli ritocchi. Spero che la Convenzione di Dublino sarà rivista profondamente”.

La deputata svedese del PPE Anna Maria Corazza Bildt ha sottolineato che “abbiamo bisogno di distinguere tra coloro cha hanno diritto alla protezione internazionale e quelli che non ne hanno diritto”.

Lo stesso Parlamento sta lavorando su una lista comune di paesi d’origine sicuri che permetteranno di gestire più facilmente le richieste di asilo e un meccanismo di trasferimento permanente.
Dal canto suo, la deputata francese liberale Nathalie Griesbeck ha detto che la frontiera esterna dell’UE deve “essere adeguatamente sorvegliata per garantire che l’unità di Schengen”. La Commissione propone di rafforzare Frontex – l’agenzia delle frontiere esterne – e trasformarla in un corpo che potrebbe essere implementato in alcuni casi anche senza l’approvazione del paese interessato, una proposta sostenuta dal Parlamento.
Tuttavia, Avramopoulos ha avvertito che senza l’impegno dei paesi terzi, non sarà possibile uscire dalla crisi. A questo proposito, la deputata socialista tedesca Birgit Sippel, si chiede se questa collaborazione avrebbe lo scopo di consentire una corretta gestione della situazione dei rifugiati o semplicemente per lasciarli nel loro paesi d’origine.

Allo stesso modo, la deputata tedesca dei Verdi Ska Keller ha detto che secondo alcuni rapporti, la Turchia starebbe già “mandando indietro i rifugiati in Siria” come diretta conseguenza del suo accordo con l’UE.

Non è facile distinguere i rifugiati, i migranti economici e i terroristi che cercano di approfittare della tragedia siriana per entrare in Europa: dei centri di accoglienza sono in fase di realizzazione in Grecia e in Italia per aiutare a ricevere e registrare i migranti che arrivano sulle nostre coste: vengono così raccolte le impronte digitali di tutti i migranti, viene svolta una selezione rapida, una ricollocazione dei richiedenti asilo.

 

Laura Ferrara, deputata italiana di EFDD, ha ricordato che “in Italia gli hotspot non funzionano, il processo di identificazione è troppo lento”. Inoltre, i migranti a cui è stata rifiutata la richiesta di asilo non sono né aiutati né accompagnati alla frontiera.

Il Commissario Avramopoulos ha spiegato che gli hotspot sono un cantiere che lui stesso sta seguendo, aggiungendo che, indipendentemente da ogni altra scelta politica “tutti gli Stati membri hanno la responsabilità di accogliere i rifugiati in modo dignitoso”.

Il dibattito ha anche ricordato le tragedie recenti, come gli attacchi terroristici di Parigi e Istanbul e gli eventi di Capodanno a Colonia. Avramopoulos ha insistito sulla necessità di evitare qualsiasi confusione tra migranti e terroristi, mentre la deputata olandese dell’EFN Vicky Maeijer ha definito le politiche dell’UE “molto pericolose”, aggiungendo che “abbiamo bisogno di chiudere le frontiere”.

È evidente che la crisi continuerà e l’UE persegue una lunga lista di “azioni a medio e lungo termine, immaginando un sistema più sostenibile per il futuro” ha dichiarato il Commissario. Tra le priorità sono stati ricordati l’aiuto finanziario sostanziale per le persone più colpite, il pacchetto legislativo per le frontiere, una revisione del sistema di carta blu, un nuovo sistema per il reinsediamento e una proposta per “frontiere intelligenti”.

 

17 gennaio 2016

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Parlamento europeo 2016: i temi all’ordine del giorno

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I deputati riprendono i lavori su una vasta gamma di questioni, comprese le misure per affrontare l’afflusso dei migranti e aiutare l’UE negli impegni presi nell’azione contro il riscaldamento globale. Sono anche una delle priorità del Parlamento: sostenere le forze dell’ordine fornendo gli strumenti per contrastare la minaccia terroristica, portare più equità nella tassazione delle imprese e migliorare le norme di protezione dei dati.

 

Immigrazione

L’arrivo di centinaia di migliaia di migranti ha imposto l’immigrazione come priorità per il nuovo anno. Il Parlamento si pronuncerà sulle proposte della Commissione per un sistema permanente per la ricollocazione dei richiedenti asilo che dovrebbe contribuire ad sostenere i paesi travolti dall’ondata migratoria, e per la creazione di una nuova agenzia dell’UE con maggiori poteri di gestione delle frontiere.

Inoltre, i deputati voteranno per la creazione di una lista comune dell’UE dei “paesi di origine sicuri” dei migranti. Questa lista dovrebbe accelerare le decisioni sulle loro domande d’asilo.

Sicurezza e privacy

Gli attacchi terroristici del 2015 hanno dato un nuovo impulso alla pratica di utilizzare i dati sui passeggeri aerei nelle inchieste delle forze dell’ordine. Deputati e governi dell’UE hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla questione in dicembre 2015. Il testo sarà votato presto in sessione plenaria.

 

Questa primavera i deputati voteranno in plenaria delle nuove misure per aumentare i poteri di Europol nella lotta al terrorismo, già concordati tra il Parlamento e i governi europei.

Da molti anni il Parlamento lavora sulla protezione dei dati. In seguito ad un accordo provvisorio firmato con il Consiglio in dicembre, il PE sta per finalizzare una legislazione che dovrebbe dare agli utenti di internet un maggiore controllo sulle proprie informazioni personali on line.

Fiscalità e clima

La fiscalità delle società deve cambiare per garantire che le multionazionali paghino le tasse equemente nei paesi in cui generano i loro profitti, hanno sottolineato i deputati negli ultimi rapporti. La seconda commissione speciale sugli Accordi fiscali è determinata ad andare avanti in questa direzione nel 2016.

Un’altra commissione del Parlamento europeo si concentrerà sullo scandalo delle emissioni delle auto e i motivi che hanno permesso alle case automobilistiche di manipolare i test di emissione.

Il 2016 dovrebbe essere anche l’anno in cui l’Unione europea inizierà a lavorare sull’azione climatica a seguito dell’accordo sul clima di Parigi nel dicembre 2015, che ha istituito gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra a livello mondiale dopo il 2020. Il Parlamento dovrebbe votare una riforma dell’UE sul sistema di scambio delle emissioni e le nuove norme in materia di emissioni dei veicoli stradali.

Altri temi

I deputati continueranno a sostenere un mercato unico digitale in Europa, con una relazione di iniziativa da votare già a gennaio. Passeranno al voto anche i futuri accordi internazionali, tra cui l’accordo di scambi di servizi (Tisa) e di libero scambio UE-USA (TTIP). Il Parlamento sarà anche coinvolto nella promozione di un’economia circolare per il riutilizzo e il riciclaggio dei prodotti, e nella costruzione di un’unione energetica.

Fonte: europarl.europa.eu

14 Gennaio 2016

Immigrazione – La commissione per le Libertà civili a confronto sulle proposte della Commissione

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Ogni giorno decine di migranti arrivano ai confini dell’Unione europea. La Commissione europea ha annunciato una nuova serie di proposte da discutere martedì 22 settembre in commissione per le Libertà civili del Parlamento. Le misure proposte comprendono il meccanismo permanente di distribuzione, la lista UE dei paesi di origine sicuri e la politica di rimpatrio efficace. Segui il dibattito in diretta sul nostro sito e controlla le principali rotte migratorie sull’infografica.

 

La proposta della Commissione annunciata il 9 settembre prevede il trasferimento di altri 120.000 richiedenti asilo provenienti da Italia, Grecia e Ungheria verso altri stati membri dell’UE. Tali misure saranno discusse martedì durante la riunione straordinaria del Consiglio di Giustizia e per gli affari interni. Questa proposta è stata già sostenuta dal Parlamento in una votazione d’urgenza il 17 settembre. Per quanto riguarda il meccanismo di distribuzione permanente e la lista UE dei paesi sicuri, il Parlamento e il Consiglio hanno il diritto di decidere equamente.

Roberta Metsola (PPE, Malta) – La “Fortezza Europa” non è una risposta. E non lo è nemmeno abbandonare i nostri controlli alle frontiere esterne. I ministri si incontrano di nuovo questa settimana e devono avere il coraggio politico di agire. La nostra Unione dipende da questo.

Birgit Sippel (S&D, Germania) – Il presidente della Commissione Juncker ha presentato un piano concreto, tra cui il trasferimento di altri 120.000 profughi provenienti da Grecia, Italia e Ungheria, e un meccanismo di distribuzione permanente. Ora dobbiamo fare pressione sui governi nazionali per approvarlo.
Timothy Kirkhope (ECR, Regno Unito) – Spero che potremo iniziare a guardare al quadro più ampio: come poter davvero fermare i trafficanti, accelerare i ritorni di migranti economici, garantire delle condizioni di accoglienza sicure per i veri rifugiati, e trovare le risorse per sostenere i campi profughi in Libano, Turchia e Giordania.
Cecilia Wikström (ALDE, Svezia) – Sono orgoglioso che il Parlamento europeo dia il buon esempio agendo più rapidamente possibile per aiutare i rifugiati che hanno raggiunto l’Europa. La crisi a cui stiamo assistendo in questo momento è solo una piccola parte della crisi che potrebbe presto colpire l’Europa intera.
Ska Keller (Verdi / ALE, Germania) – Al voto di approvazione del regime ricollocazione dei rifugiati, senza indugio, il Parlamento europeo ha agito a riconoscere l’urgenza della situazione e ha inviato un segnale forte ai governi nazionali.

 

I deputati di Europa delle Nazioni e della Libertà in LIBE – Il nostro gruppo vuole difendere gli interessi dei popoli europei. Giovedì scorso, il Parlamento europeo ha già votato a favore del trasferimento di 120.000 migranti. Ci opponiamo all’immigrazione di massa verso l’UE e al varco per i terroristi che si nascondono tra i richiedenti asilo. Pertanto, il nostro gruppo evidenzierà il fallimento di Schengen e il bisogno di controllare i nostri confini.

 

 

22 Settembre 2015

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Questa settimana al PE: tasse, immigrazione, emissioni CO2

Mercoledì è prevista una sessione plenaria a Bruxelles: i deputati discuteranno la politica migratoria, la crisi dell’agricultura e lo sviluppo. Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sarà in Parlamento giovedì per discutere la normativa fiscale per le multinazionali con i deputati. Ad accompagnarlo alla riunione organizzata dalle commissioni agli Affari economici e alle decisioni fiscali, ci saranno i commissari Pierre Moscovici e Margrethe Vestager.

 

La plenaria di mercoledì

L’esito del Consiglio “Giustizia e affari interni” sulle misure urgenti e permanenti per affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati, che si terrà lunedi 14 settembre, sarà discusso con il Consiglio e la Commissione.

Il Programma di lavoro della Commissione per il 2016. Le richieste dei deputati alla Commissione per il 2016 dovranno essere votate. I deputati potranno chiedere una nuova legislazione in materia di immigrazione, ambiente, fiscalità e energia. La Commissione presenterà il suo programma di lavoro per il 2016 al Parlamento nel mese di ottobre a Strasburgo.

Crisi dell’agricoltura e dei mercati. I deputati discuteranno la crisi dei mercati agricoli nel settore del latte e della carne con il Commissario Phil Hogan. La caduta dei prezzi ha colpito gli agricoltori in molti Stati membri, esacerbando gli effetti dell’embargo russo sulle importazioni alimentari provenienti dall’UE.

Sviluppo. I deputati prepareranno la loro partecipazione al vertice delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che si terrà il 25-27 settembre 2015 a New York, durante il quale sarà stabilita l’approvazione del programma di sviluppo post-2015.
Commissioni

Flussi migratori nel Mediterraneo. Il presidente della commissione per gli Affari esteri Elmar Brok, il presidente della commissione per le Libertà civili Claude Moraes e la presidentessa della sottocommissione ai Diritti umani Elena Valenciano, ospiteranno un’audizione pubblica sul tema “Il rispetto dei diritti umani nel contesto dei flussi migratori nel Mediterraneo”. Martedì parteciperanno alla riunione: la vicepresidentessa della Commissione Federica Mogherini, il commissario agli Affari interni e all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres e i deputati dei parlamenti di Giordania, Libano, Libia, Marocco, Tunisia e Turchia.

Tasse. Il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e il commissario per gli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici discuteranno il piano di politica fiscale attuale e futuro, in particolare per quello che riguarda le multinazionali, con i deputati della commissione speciale sugku accordi fiscali. Giovedì, nel corso della riunione congiunta, si svolgerà anche un dibattito con il Commissario per la Concorrenza Margrethe Vestager.
Limiti di emissione per le macchine mobili non stradali. La commissione per l’Ambiente voterà martedì una proposta legislativa per ridurre le emissioni di una vasta varietà di motori a combustione, presenti nelle macchine edili, locomotive e imbarcazioni.

Ordine del giorno del Presidente. Lunedì, il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz sarà in Svezia, dove incontrerà il re Carlo XVI Gustavo di Svezia, il primo ministro Stefan Löfven (seguito da una conferenza stampa) e il portavoce del Parlamento Urban Ahlin.

Giovedì, il presidente Schulz, incontrerà il presidente del Bundestag tedesco Norbert Lammert.

 

15 Settembre 2015

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Traffico di esseri umani in UE: il 65% delle vittime ha la cittadinanza europea

Il traffico di esseri umani è un problema globale, ma colpisce maggiormente le donne e le ragazze. Il 2 dicembre le commissioni FEMM e LIBE hanno organizzato una riunione con i rappresentanti della Commissione europea e dell’ONU sull’attuazione della strategia dell’UE per l’eradicazione della tratta di esseri umani e gli ultimi sviluppi nel mondo.

 

Durante l’incontro, presieduto dalla presidentessa spagnola della commissione FEMM Iratxe García Pérez(S&D) e il presidente britannico di LIBE Claude Moraes (S&D), Myria Vassiliadou, coordinatore antitratta dell’UE, ha presentato la relazione intermedia sulla strategia 2012-2016 dell’UE per l’eradicazione della tratta di esseri umani. Già nell’aprile 2011 il PE e il Consiglio hanno adottato una direttiva sulla prevenzione e la lotta contro il traffico umano.

Basti pensare che 30,146 vittime sono state registrate in 28 Stati membri dell’Unione europea nel periodo 2010-2012. L’80% sono donne e bambine. Il 69% di tutte le vittime sono vittime dello sfruttamento sessuale, fino al 95% per le donne. Il 71% delle vittime di sesso maschile sono vittime della tratta per il lavoro.
I deputati hanno espresso preoccupazione per il traffico di esseri umani legato alle madri surrogate e al prelievo di organi. La deputata croata Marijana Petir (PPE) ha detto che la tratta è una forma moderna di schiavitù molto redditizia. Il deputato polacco Marek Jurek (ECR) ha esortato a lottare contro la prostituzione. La deputata austriaca Angelika Mlinar (ALDE)  ha chiesto cosa è stato fatto per identificare le vittime e aumentare la consapevolezza dei propri diritti.

 

Traffico di esseri umani nel mondo

Il presidente dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità Kristiina Kangaspunta ha presentato il rapporto globale sulla tratta delle persone. Il 70% delle vittime sono donne, il 53% di tutte le vittime sono vittime della tratta dello sfruttamento sessuale. A livello mondiale il numero relativo al lavoro forzato è crescente, senza nessun segnale di miglioramento per l’UE. Il 34% del traffico avviene all’interno dello stesso paese.

 

5 Dicembre 2014

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